Delrio (Pd): "Conte ha mostrato poco rispetto per la Camera"

Il capogruppo del Pd rimprovera il Premier.

Graziano Delrio

Graziano Delrio, ex ministro dei Trasporti e le Infrastrutture e ora capogruppo del Partito Democratico alla Camera, ieri è stato protagonista di uno degli interventi più accesi a Montecitorio, durante le dichiarazioni di voto per la fiducia al Governo Conte. Si è infervorato ricordando Piersanti Mattarella in seguito alla gaffe del Premier, che ha parlato di "un congiunto" del Presidente della Repubblica ucciso dalla mafia, dicendo di non ricordarne il nome. Ebbene, dopo la rabbia di ieri, Delrio è tornato a parlare di quel fatto stamattina, in radio, durante la trasmissione Circo Massimo su Radio Capital, intervistato da Massimo Giannini, e parlando di Conte, ha detto che "ha usato parole generiche e ha mostrato poco rispetto per l'Aula in cui sedeva", poi ha aggiunto:

"Le libertà, i diritti conquistati li dobbiamo a uomini e donne che hanno fatto la Resistenza, che sono stati vittime della criminalità organizzata. Essere generici con delle scuse generiche, in quell'Aula, non poteva essere tollerato. Se dimentichiamo chi ci ha preceduto forse non avremo un grande futuro"

Secondo Delrio, Conte ha usato alcune immagini e parole che non sono adatte al ruolo di Primo Ministro:

"Anche il fatto che si definisca 'difensore del popolo', mentre il popolo viene difeso dalle istituzioni repubblicane, che lui al massimo rappresenta e per cui di certo merita rispetto"

Il capogruppo del Pd alla Camera ha poi parlato della flat tax, uno degli argomenti caldi del programma di governo, e ha commentato:

"Perché non ridurre le tasse sulle aliquote più basse? Se riduci le tasse alle persone fisiche sei sicuro di determinare lo sviluppo economico? Ridurre le tasse a un ricco, significa permettergli una settimana in più alle Maldive. Noi dobbiamo invece far pagare meno tasse alle imprese, ridurre le tasse all’imprenditore che assume un ragazzo giovane o acquista un macchinario per modernizzare la sua fabbrica"

Per quanto riguarda il suo successore al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, Delrio ha detto di non poterlo, ovviamente, ancora giudicare:

"Valuteremo dai fatti, ma non si dica che si comincia oggi a fare l'analisi fra costi e benefici, perchè non è così, non è l’anno zero. Le scelte vanno fatte in un’ottica complessiva. Il Mose è completato al 95%, non possiamo fermare un'opera quasi finita. Significa buttare i soldi pubblici"

Mentre sulla Tav ha commentato:

"Toninelli ha il dossier sul tavolo: deve decidere se interrompere i lavori per il tunnel, rinunciando così ai fondi che arrivano dall'Europa e un progetto di sviluppo sostenibile"

Delrio ha però detto di essere pronto a collaborare con il nuovo governo nella lotta alla corruzione, anche se ha voluto fare una precisazione dopo la sostanziale bocciatura di Conte sull'operato di Cantone:

"Non ci si venga a dire che il codice degli appalti è un fallimento. Forse è meglio che ne parli con Cantone, perché è con lui che l'abbiamo costruito, peraltro lavorando molto con i Cinquestelle"

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