Video | I siparietti Conte-Di Maio: "Posso dire che..." "No". E il caos con gli appunti...

L'opinione pubblica è divisa tra chi considera il Premier Giuseppe Conte un burattino nelle mani dei suoi due vice Di Maio e Salvini e chi, invece, lo elogia per essere una "persona perbene" e ritiene che chi dice il contrario sia solo un "rosicone" che vuole gettare fango sul nuovo governo. La verità è che per adesso non si può appoggiare né l'una né l'altra ipotesi, bisogna dare al Presidente del Consiglio il tempo di dimostrare come lavora. Intanto, però, sebbene siamo d'accordo sul fatto che non siano delle "notizie serie", non possiamo fare a meno di notare i siparietti di cui Conte e Di Maio sono stati protagonisti ieri durante la replica alla Camera dei Deputati. Senza volerci leggere niente tra le righe ("Di Maio comanda Conte a bacchetta" o "Ecco, la solita stampa che getta fango sul governo"), dobbiamo riconoscere che i video che stanno girando in queste ore, guardati con occhi neutrali, sono quantomeno divertenti.

Nel primo, che vedete in alto, vediamo il Premier nel caos dei suoi appunti. Forse bisognerebbe dargli una laurea ad honorem per il solo fatto che alla fine sia riuscito a districarsi tra quella caterva di fogli sparsi sul banco. Quando il Presidente della Camera Roberto Fico gli dà la parola, Conte non è ancora pronto perché, appunto, è alle prese con un vano tentativo di dare ordine a quegli appunti, ma ha già il microfono aperto e si sente distintamente Di Maio che gli dice: "Comincia a parlare, te li cerco io, attento che hai il microfono aperto". E infatti il Premier riesce a dare inizio al suo discorso, temporeggiando un po' mentre lui e il suo vice frugano tra gli appunti. A un certo punto anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (che di Conte è stato allievo all'Università) si mette a cercare tra gli appunti, cercando di rimetterli in ordine.

Un altro video, molto più breve, ma più divertente, è quello in cui Conte, mentre parla degli insulti via social fatti al Presidente della Repubblica Mattarella e a un "suo congiunto" (Piersanti Mattarella, gaffe che gli è valsa un feroce attacco da parte del PD), si rivolge a Di Maio e gli chiede "Posso dire che..." e poi non si capisce bene cosa gli stia chiedendo, ma la risposta del ministro del Lavoro è secca e decisa "No". Insomma, per ora non sappiamo se Di Maio è più angelo custode o burattinaio di Conte, ma il Premier avrà tanti appuntamenti importanti a cui presenziare da solo e presto vedremo di che pasta è fatto.

Di Maio-Conte

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