Cantone risponde a Conte: "Il mio incarico scade nel 2020"

Ieri il Presidente Conte, durante il suo intervento davanti alla Camera dei Deputati, ha citato l'attività dell'Anac: "Cercheremo di valutare bene il ruolo dell’Anac, che non va depotenziata, ma in questo momento non abbiamo dall’Anac i risultati che ci attendevamo. Possiamo valorizzarla, ma in una prospettiva di prevenzione". Da molti la frase di Conte è stata letta come "una stoccata" all'Autorità Nazionale Anticorruzione, in particolare al magistrato Raffaele Cantone, scelto da Matteo Renzi nel marzo 2014 per dirigere l'ente. In realtà le parole di Conte si possono leggere anche in altro modo; l'intenzione di dotare l'Anac di strumenti più efficaci per favorire il suo lavoro.

Oggi Cantone ha incontrato il pentastellato Toninelli, nuovo Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che al termine dell'incontro ha spiegato quali sono stati i temi al centro del dibattito: "Il mio Ministero intende aprire un tavolo di confronto per le migliorie legislative che servono. Cercheremo la massima collaborazione con Anac, nella convinzione che bisogna voltare pagina rispetto ai troppi scandali del passato. Abbiamo parlato in particolar modo del nuovo codice dei contratti e di quello che in esso va migliorato per far partire e ripartire tante opere pubbliche oggi bloccate. La corruzione fiorisce soprattutto laddove c'è eccessiva discrezionalità nelle decisioni, accompagnata da complessità e opacità nelle regole".

Toninelli ha definito "costruttivo" l'incontro avuto con Cantone, ribadendo l'intenzione di voler rendere più efficace il lavoro dell'Anac: "Una reale semplificazione, a favore soprattutto degli enti locali che devono investire per migliorare le loro infrastrutture e i servizi ai cittadini, può e deve coniugarsi con controlli più penetranti, in maniera da colpire non solo la pratica della mazzetta, ma anche e soprattutto quell'area grigia in cui prospera la collusione tra colletti bianchi, imprenditori compiacenti e criminalità organizzata".

Lo stesso Cantone ha replicato alle parole pronunciate ieri da Conte: "Continuerò a fare anticorruzione, il mio incarico scade nel 2020. Mi sento sotto assedio? No, sono tranquillo. Possiamo anche essere insoddisfatti ma abbiamo fatto grandi passi in avanti come paese, non mettendo la spazzatura sotto il tappeto ma buttandola fuori di casa. E non è vero che parlare di corruzione fa male al paese, è una bugia. Negli ultimi tre anni nella percezione della corruzione l'Italia ha guadagnato dieci posizioni nelle classifiche internazionali".

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