Agenda Monti: cosa manca nel programma del premier


L'agenda Monti, ormai lo sappiamo, è consultabile pubblicamente e contiene di fatto il programma per un Monti-bis, o comunque per un esecutivo all'ombra dell'attuale premier. Come è naturale i punti in comune con l'attuale governo sono molti, ma ci sono anche differenze (l'apertura alla patrimoniale) e ampliamenti di orizzonte. Tuttavia, trattandosi del programma per un governo di legislatura e non di emergenza nazionale, il professore manca di esprimersi su molti aspetti politici e sociali su cui si deve misurare uno statista, e che interessano milioni di persone. E guarda caso sono tutti aspetti lontani dall'economia e dalla finanza.

Diritti civili. Nell'Agenda Monti non viene spesa neanche una parola su questioni come unioni civili e matrimoni gay – che pure sono argomenti scottanti del dibattito elettorale – e visto il gradimento degli ambienti vaticani per il premier non ci si deve stupire di questa assenza. Mancano anche prese di posizione sulla cittadinanza agli immigrati o ai figli degli immigrati, materia su cui si sarebbe dovuto intervenire in questa legislatura. Chissà cosa ne pensa Andrea Riccardi, principale sponsor del premier ma anche fondatore della Comunità di Sant'Egidio.


Agenda Monti: il testo del documento

Agenda Monti: il testo del documento
Agenda Monti: il testo del documento
Agenda Monti: il testo del documento


Temi etici. Biotestamento e fecondazione assistita. Sul primo tema ci sono diverse proposte di legge in Parlamento, sul secondo l'Italia è stata più volte condannata dall'Ue: eppure nell'Agenda Monti non si parla di nessuno di questi argomenti.

Missioni militari. La spending review è un punto cardine dell'agenda del premier, intesa come taglio e ottimizzazione dei fondi per le spese pubbliche. Tra queste ci sono però anche le missioni di pace all'estero, come quella in Afghanistan, e in generale le spese militari. Anche queste dovranno essere sottoposte a una revisione?

Sovraffollamento nelle carceri. La settimana scorsa Monti è andato a visitare Marco Pannella e gli ha assicurato il massimo impegno nella sua lotta per la situazione nelle carceri. Eppure nell'agenda non c'è neppure un accenno a questo tema, nonostante il ministro Severino si sia spesa fino all'ultimo per approvare una legge sulle pene alternative.

Immigrazione. L'Europa non ha mai nascosto la propria avversione per il reato di immigrazione clandestina e per gli aspetti più controversi della legge Bossi-Fini. Il governo tecnico non è mai intervenuto sulla vicenda, evidentemente il mantra "È l'Europa che ce lo chiede" vale solo in certe situazioni.

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