Confindustria: "Finisca la campagna elettorale e si governi il Paese"

L'appello di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria

Vincenzo Boccia

Rapallo - Al convegno annuale dei Giovani di Confindustria è intervenuto anche Vincenzo Boccia. Dal palco il Presidente di Confindustria ha lanciato il suo appello al Governo: "Si cominci a lavorare nell’interesse del Paese: abbiamo bisogno di scelte coerenti". Boccia vorrebbe evitare di vivere in un clima di "continua campagna elettorale": "Faccio un appello affinché domenica finisca la campagna elettorale e si cominci a governare il Paese e le sue complessità. Evitiamo che a settembre si entri in una nuova campagna elettorale perché a maggio 2919 ci sono le elezioni europee. Basta alibi con la scusa dell'Europa. Ora il Paese deve essere governato. Servono scelte chiare, non dire un giorno una cosa, un giorno l'altra".

Boccia ha parlato anche del tema delle sanzioni alla Russia, che i potenti del mondo stanno affrontando nel G7 canadese: "Da un punto di vista economico andrebbero tolte perché siamo un Paese ad alta vocazione esportativa; è evidente che tutto questo va fatto in una compagine europea. Non possiamo fare le cose da soli. Il Governo deve difendere la posizione europea: questo ci dice che abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa. È evidente che ai protezionismi degli altri noi possiamo e dobbiamo rispondere solo in chiave europea".

Poi Boccia ha commentato le parole del Ministro Paolo Savona: "Mi sembra che abbiamo capito che non usciamo dall’euro, un fondamentale del Paese, e che vogliamo riformare l’Europa dal di dentro. Questo è un elemento di grande garanzia per tutto il Paese". Sulla Flat Tax, invece, "hanno ragione i Giovani Imprenditori. Il senso è che bisogna evitare di aumentare il debito pubblico perché altrimenti diventa una nuova tassa sul futuro delle giovani generazioni".

Il tema Ilva è uno di quelli scottanti nell'agenda del Governo e Confindustria attende una presa di posizione netta: "Non si scherza con 20mila posti di lavoro, non si scherza con l’1% del Pil del Paese. La questione Ilva ha tre elementi dentro: una è la questione meridionale, la seconda è la questione occupazione, la terza è una questione di credibilità verso gli investitori stranieri. Quando arrivano investitori dovremmo mettere i tappeti rossi perché hanno scelto il nostro Paese rispetto ad altri. Naturalmente l’investimento va fatto in una logica di sostenibilità. Il tema occupazione è determinante in quella città e nel Mezzogiorno".

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