Il ministro dell'Economia Tria: "Il debito italiano è pienamente sostenibile"

"Bisogna evitare che si crino momenti di sfiducia dovuti a fattori non basati sui fondamentali".

Giovanni Tria ministro Economia e Finanze

Il Corriere della Sera oggi, domenica 10 giugno 2018, ha pubblicato una lunga intervista al ministro dell'Economia Giovanni Tria, che da pochi giorni ha preso possesso del dicastero di via XX Settembre e sta studiando dati e dossier, ma ha già commissionato simulazioni che gli serviranno per impostare le decisioni sue e del governo Conte in materia economica.

Il tono del ministro è prima di tutto rassicurante. Sul fatto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano molto distaccati da quelli di Spagna e Portogallo, infatti, ha detto che è normale che questo accada in un momento di forte svolta politica, ma ha evidenziato che "i fondamentali della nostra economica sono a posto" e, anche se al momento gli investitori sembrano non crederci, "l'Italia ha un avanzo primario fra i più alti d'Europa" e "non ci si può accusare di politiche di bilancio avventurose", poi ha sottolineato come non ci siano segnali di una crisi finanziaria, perché l'Italia vanta un avanzo significativo negli scambi con l'estero.

Tria ha ovviamente dovuto affrontare il capitolo euro durante l'intervista e anche su questo tema ha ripetuto quanto sia lui, sia gli altri membri del Governo Conte hanno più volte ribadito: non si esce dall'euro. In particolare Tria ha spiegato:

"La posizione del governo è netta e unanime. Non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro. Il governo è determinato a impedire in ogni modo che si materializzino condizioni di mercato che spingano all’uscita. Non è solo che noi non vogliamo uscire: agiremo in modo tale che non si avvicinino condizioni che possano mettere in discussione la nostra presenza nell’euro. Come ministro dell’Economia ho la responsabilità di garantire, su mandato del governo, che queste condizioni non si verifichino"

Tria ha sottolineato anche che "il debito italiano e pienamente sostenibile" e "tutti gli organismi internazionali lo dicono" poi ha aggiunto che "bisogna solo evitare che si creino momenti di sfiducia dovuti a fattori non basati sui fondamentali".

Per quanto riguarda le pensioni e il fatto che modificare la legger Fornero potrebbe risultare fin troppo dispendioso, Tria ha detto:

"La legislazione sul sistema pensioni richiede di guardare non solo al breve, ma anche al medio e soprattutto al lungo termine. Credo che la nostra legislazione pensionistica possa essere migliorata, ma lo si farà con l’attenzione alla sostenibilità. Anche quella di lungo termine. Studieremo dei miglioramenti, sapendo che su queste materie non si improvvisa"

L'intervistatore, Federico Fubini, ha snocciolato un po' di numeri, cifre che servono per mantenere le promesse fatte da Di Maio e Salvini: 12 miliardi per cancellare l’aumento Iva, 2 per i centri per l’impiego, 5 sulle pensioni, il varo della flat tax. Sulla base di questi numeri ha chiesto a Tria dove andrà il deficit dell'Italia nel 2019, se resterà entro il 2 o 3%, ma Tria ha risposto:

"Il governo si è appena insediato, non sarebbe serio indicare numeri prima di un riesame complessivo. I nuovi conti saranno presentati con la nota di aggiornamento del Def in settembre. Ma questi conti saranno del tutto coerenti con l’obiettivo di proseguire sulla strada della riduzione del rapporto debito/Pil. È un obiettivo esplicito del governo, su cui ci sono state dichiarazioni chiare del presidente del Consiglio. Non devono esserci dubbi. In ogni caso la preparazione della nota seguirà a un dialogo costante con la Commissione Ue, ovviamente. Come sempre"

Foto © Università Tor Vergata

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