Salvini: "L'Italia ha smesso di chinare il capo. Ong in attesa di altri migranti"

"La nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati"

Nave Sea Watch 3

L'Aquarius continua a vagare in attesa di ricevere istruzioni sullo sbarco insieme al suo carico di 629 migranti salvati in mare. Matteo Salvini e Danilo Toninelli - Ministro delle Infrastrutture al quale spetta, eventualmente, il compito di "chiudere i porti" - per il momento non cambiano la loro linea d'azione.

Oggi Matteo Salvini è tornato a parlare attraverso Facebook prendendo di mira le Ong: "Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, ovviamente da portare in Italia. Associazione tedesca, nave olandese, Malta non si muove, la Francia respinge, l’Europa se ne frega. Basta".

La Sea Watch 3 è la nave che sabato mattina ha attraccato a Reggio Calabria con 232 persone a bordo, autorizzata proprio dal Viminale che in un primo momento aveva tentato di scaricare il problema su Malta. Oggi la Sea Watch 3 si trova nuovamente a largo della Libia, pronta a soccorrere imbarcazioni in difficoltà.

Salvini non sembra voler fare passi indietro dopo lo scontro con le autorità maltesi: "Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’È CHI DICE NO. #chiudiamoiporti"

Secondo Malta l'Italia sta "andando contro le regole internazionali" e "con il suo atteggiamento, sta rischiando di creare una situazione pericolosa per tutti: Malta sta rispettando le regole internazionali e, quindi, non può fare attraccare la Aquarius". In realtà non è vero che Malta non possa far attraccare la Aquarius, perché è totalmente irrilevante il fatto che le operazioni di soccorso siano state coordinate inizialmente da Roma. Chi soccorre in mare - chiunque esso sia e da chiunque sia coordinato - ha il dovere di attraccare nel "porto sicuro" più vicino. È anche vero, al tempo stesso, che Malta non può farsi carico, da sola, dell'emergenza legata ai flussi migratori solo perché è geograficamente più vicina alla Libia; è un piccolo Paese, di appena mezzo milione di abitanti, dotato di risorse limitate.

La situazione è decisamente ingarbugliata e con il passare delle ore rischiano di rimetterci solo 629 disperati.

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