Parnasi e la cena con Giorgetti e Lanzalone | "Questo Governo lo sto a fa io, eh”.

Luca Parnasi

Dall'informativa dei Carabinieri per l'indagine legata al nuovo stadio della Roma esce un quadro inquietante circa il ruolo di Luca Parnasi nella vita pubblica. L'imprenditore romano era costantemente impegnato a tessere la sua tela di rapporti, allo scopo di avere un tornaconto per i suoi affari personali. Parlando con un amico al telefono, nel mese di gennaio, Parnasi fa il suo pronostico politico: "Noi in questo momento con i 5 Stelle abbiamo una forte credibilità. Vuoi la previsione di Luca Parnasi? C’è un rischio altissimo che questi facciano il governo, magari con Salvini insieme ... e quindi noi potremmo pure avere ... incrociamo le dita, silenziosamente, senza sbandierarlo, un grande rapporto".

Due mesi dopo, con il risultato elettorale già delineato, Parnasi organizza una cena a casa sua con Luca Lanzalone (ex Presidente di Acea - oggi agli arresti - e punto di riferimento per i 5 Stelle) ed il leghista Giancarlo Giorgetti, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questo incontro, avvenuto il 12 marzo, secondo l'informativa dei carabinieri rappresenta "una delle evidenze acquisite che rivela come il dominus (Parnasi) dell’associazione investigata, avvalendosi dei suoi sodali, sia in grado di permeare le istituzioni pubbliche".

Il 9 marzo 2018 Parnasi pranza con Lanzalone per organizzare proprio l'incontro con Giorgetti: "Nel corso dell’incontro i due disquisiscono di un incontro riservato che avverrà la sera del 12 marzo a casa di Parnasi, al quale parteciperà il parlamentare della Lega Giorgetti. Dal tenore della conversazione si evince che tale incontro deve rimanere riservato". Questo incontro fa sorgere qualche domanda: perché Giorgetti sente la necessità di incontrare Parnasi e Lanzalone? A quale scopo? E soprattutto: Lanzalone in che veste partecipa? Come uomo di fiducia del Movimento 5 Stelle?

Sul tenore della conversazione tra Parnasi e Lanzalone non sappiamo altro; l'informativa dei carabinieri che i magistrati hanno messo a disposizione delle parti è stata infatti largamente censurata. Probabilmente scopriremo il perché più avanti, quando questa indagine regalerà ulteriori sviluppi.

Il 15 marzo, 3 giorni dopo la cena con Giorgetti e Lanzalone, Parnasi parla al telefono con il suo commercialista di fiducia. Mentre i due parlano di finanziamenti a partiti e fondazioni, Parnasi si vanta di essere il Deus ex machina della politica italiana: "Scusami, ma poi abbiamo qua altri 22.000 euro della campagna (elettorale, ndr), tu qui non hai messo le cose, la Lega ed Eyu (probabilmente la Fondazione Eyu vicina al Pd, ndr)... La Lega ed Eyu li paghiamo ad aprile, quindi... È solo di essere precisissimi, che in questo momento io mi sono (poi sussurra a bassa voce parole incomprensibili)... Il governo lo sto a fare io, eh! Non so se ti è chiara questa situazione!".

Il 6 maggio scorso Lanzalone e Parnasi si sono incontrati nuovamente in un bar del centro della Capitale. Sono giorni frenetici perché sono in corso le trattative per formare il Governo. C'è grande incertezza perché Berlusconi non ha ancora concesso il via libera a Salvini. I carabinieri annotano: "Parnasi parla con Lanzalone del possibile nascente governo, Lanzalone dice che gli girano le palle perché sarebbe una grande opportunità. Parnasi gli consiglia di mandare un whatsapp a Giancarlo Giorgetti “che è qua, a Roma”. Poi accennano alle consultazioni al Quirinale e Lanzalone commenta la linea politica del M5S tenuta nel post elezioni, dice che conosce pochissimo quelli della Casaleggio e Associati, sono “gente molto segreta”. Parnasi ribadisce di aver creato il rapporto con Giancarlo, Lanzalone ribadisce il rischio che si ripresenti la stessa situazione e ipotizza possibili sondaggi in caso di nuove elezioni, chi sale e chi scende". Dieci giorni dopo, il 16 maggio, parlando al telefono con un'amica, Parnasi parla dei suoi rapporti con "’sto mondo dei 5Stelle", definendoli "ormai... proprio sodali".

Facciamo adesso un passo indietro, precisamente al 30 gennaio 2018; nel Lazio, a marzo, si voterà anche per le regionali. Giulio Mangosi, cugino e collaboratore di Parnasi, parla con un tale "Fabio" al quale riferisce che "Marcello De Vito e Paolo Ferrara (rispettivamente consigliere e capogruppo a Roma, ndr) gli hanno chiesto di aiutare la Lombardi (candidata Presidente nel Lazio)". "Il giorno successivo risulta essere ad Ostia", scrivono i carabinieri, dove incontra Paolo Ferrara e Giampaolo Gola, assessore del X municipio, entrambi oggi indagati. Dopo le elezioni regionali vinte da Zingaretti, che però non ottiene la maggioranza in Consiglio, Parnasi si impegna anche in questo caso per trovare una soluzione come riportato nell'informativa dei Carabinieri: "Parnasi afferma di avere la possibilità di influire anche nella formazione di una maggioranza di governo a livello regionale (Lazio). Ciò emerge in una conversazione intrattenuta dallo stesso, il giorno 23 marzo, con un uomo in corso di identificazione, che comunque sembra essere molto vicino al presidente Zingaretti. Nel corso del colloquio, Parnasi precisa di aver saputo che Salvini (evidentemente Matteo Salvini) e Meloni (Giorgia) siano intenzionati a non consentire la formazione o a far saltare la maggioranza in Consiglio regionale, per scongiurare un rafforzamento di Zingaretti. Nella circostanza Parnasi aggiunge di poter interloquire con Stefano Parisi, con il quale ha un ottimo rapporto".

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