Nuovo stadio della Roma: indagato anche Malagò. "Voglio essere interrogato quanto prima"

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Aggiornamento ore 19:53 - Il Presidente del Coni Giovanni Malagò chiede di essere interrogato quanto prima in merito all'inchiesta sullo stadio della Roma in cui risulta essere coinvolto. Il Comitato Olimpico italiano ha diramato una comunicazione ufficiale in cui i legge che il Presidente ha appreso questa mattina dai quotidiani di essere indagato e "ha subito dato incarico al suo legale, avvocato Carlo Longari, di chiedere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma di essere interrogato quanto prima per chiarire la sua posizione".

Stadio della Roma: indagato anche Malagò

Venerdì 15 giugno 2018 - Nell’affare del nuovo stadio della Roma sarebbe coinvolto anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. È quanto riferisce il quotidiano Repubblica.it, secondo cui il capo dello sport italiano risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma in un decreto di intercettazione vistato dal pm d’urgenza il 25 maggio scorso. Secondo quanto ipotizzano la pm Barbara Zuin e l'aggiunto Paolo Ielo, Malagò avrebbe avuto un “atteggiamento favorevole” nei confronti del progetto del nuovo stadio della Roma in cambio di “utilità” da parte di Luca Parnasi.

Secondo l’accusa, questa utilità sarebbe rappresentata dalla richiesta di un impiego migliore per il compagno della figlia. A tal proposito, riferisce ancora La Repubblica, agli atti risulterebbe un incontro risalente all’11 marzo, quando al circolo Aniene si sarebbero visti Parnasi e Malagò: "Dopo arriva Gregorio (il fidanzato della figlia, ndr), te lo volevo presentare. Se giù si fa qualcosa sono contento! Se non si fa, problemi per me non esistono!", le parole attribuite al presidente del Coni.

Secondo gli inquirenti, il seguito ci sarebbe stato, poiché Gregorio si sarebbe presentato il 23 marzo successivo alla sede di Euronova: in quell’occasione, Parnasi gli avrebbe prospettato un incarico a Roma con stipendio da 4,5 mila euro al mese e la risposta sarebbe stata affermativa. Questo episodio sarebbe collegato agli atti dal cambiamento repentino di parere da parte del Coni che pochi mesi prima, ossia a novembre del 2017, si era espresso con la risposta “conforme” ad una questione relativa ad un parcheggio dello stadio che in precedenza non aveva avuto i crismi della conformità. Raggiunto da Repubblica, il presidente del Coni ha però respinto ogni addebito: "Questa cosa qui non esiste, non è mai esistita".

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