La lista Parnasi: "Ho pagato tutti, anche i 5 Stelle"

Dalle informative dei carabinieri emergono i finanziamenti di Parnasi a tutti i partiti. Secondo la Procura: “alcuni sono leciti, altri illeciti, altri ancora da verificare”

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"Ho dato soldi a tutti, anche ai 5 Stelle". L'inchiesta sullo Stadio della Roma ha regalato diversi spunti investigativi. Nel mese di marzo Parnasi ha incontrato il leghista Giorgetti insieme a Lanzalone, ma ha anche distribuito soldi a pioggia finanziando questo o quel candidato prima delle elezioni, così come Fondazioni e partiti. La Procura sta indagando su questi finanziamenti e non sarà semplice ricostruire la situazione. Al momento: "alcuni finanziamenti sono leciti, altri illeciti, altri ancora da verificare".

C'è soprattutto da capire chi abbia fatto favori (o si sia proposto di farli) a Parnasi in ragione di questi finanziamenti, perché è questo il vero nodo della vicenda. Parnasi finanziava tutti allo scopo di poter contare su amicizie trasversali (un metodo vintage, che ricorda Tangentopoli), ma non è chiaro, per esempio, se questi finanziamenti fossero totalmente spontanei o se invece, almeno in alcuni casi, siano stati richiesti dai politici o dai partiti con la promessa di elargire favori.

L'incontro a tre tra Parnasi, Giorgetti e Lanzalone - avvenuto il 12 marzo scorso - è stato censurato nei verbali dalla Procura. Non possiamo sapere dunque cosa si siano detti i 3, ma sappiamo cosa si sono detti Parnasi e Lanzalone quando l'attuale sottosegretario Giorgetti è andato via dall'abitazione di Parnasi, intorno alle ore 22:40.

L'ex Presidente di Acea dice a Parnasi: "Io vedo Luigi tutti i giorni, lo sento tre volte al giorno, l’ho visto due ore fa. (…) Lo risento domani mattina però in giro non lo dico perché per la cosa che fai... (…) Luigi è un po’ come Salvini, cioè molto chiuso il cerchio. Io, due-tre persone e punto". Nelle carte non è specificato chi sia il Luigi di cui parla Lanzalone, per il quale lui sarebbe una "delle due-tre persone di fiducia". È legittimo immaginare che si tratti di Luigi Di Maio e, se così fosse, sarebbe anche legittimo ipotizzare che Parnasi e Lanzalone abbiano avuto un ruolo determinante per fare in modo che Lega e 5 Stelle prendessero in considerazione l'ipotesi di formare il "Governo del Cambiamento". Potrebbero essere proprio loro i cosiddetti amici in comune che hanno favorito questa unione.

Se Lanzalone è un uomo di fiducia dei 5 Stelle, di sicuro Parnasi è molto vicino alla Lega come dice proprio a Lanzalone: "Se hai bisogno tieni conto che io parlo direttamente con Matteo (Salvini) ma in questo momento con Giancarlo (Giorgetti)". Parnasi, infatti, ha un legame con la Lega; ha finanziato l'associazione Più Voci - legata alla Lega - con due bonifici tra il dicembre 2015 e l'inizio del 2016, per un totale di 250mila euro. Giulio Centemero, Deputato e Tesoriere della Lega, ha specificato: "se li ha versati credeva in quello che facevamo, nei nostri progetti. Non è l'unico erogatore liberale nei confronti della nostra associazione. (…) Detto ciò, non ci ha mai chiesto nessun favore Parnasi. Ma proprio nulla. Le dico la verità, per come lo conosco son rimasto stupito di quello che sta avvenendo". Una posizione molto simile a quella di Matteo Salvini, insomma.

Parnasi, comunque, come già detto, non finanziava solo la Lega. L'imprenditore, considerato il capo dell'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, nel mese di febbraio di quest'anno è stato intercettato (con una cimice) dai Carabinieri mentre si sfogava con una sua collaboratrice: "Il punto è che non posso scomparire dalla mattina alla sera, se fosse già tutto approvato (per lo stadio della Roma, ndr) e nessuno potesse più rompere i coglioni potrei pure fare il fuggiasco". Parnasi, quindi, sosteneva di dover continuare a pagare per non avere rogne con la realizzazione del progetto dello stadio e dell'area commerciale; il più grande affare degli ultimi 20 anni nella Capitale.

Nel gennaio 2018, al telefono con una sua collaboratrice, Parnasi detta le presunte elargizioni di denaro: "Scrivi: Ferro 5 (Andrea, PD), Minnucci 5 (Emiliano, PD), Agostini 15 (Roberta, LeU), Mancini 5 (Giulio, PD), Polverini 10 (Renata, FI), Giro 5 (Francesco, FI)". E poi ancora, scrivono i carabinieri: "la conversazione sul finanziamento ad esponenti politici prosegue e Parnasi indica altri nominativi e quote da corrispondere: Francesco Giro 5 (5000 euro), Ciochetti 10 (Luciano, Nci), Buonasorte 5 (Roberto, Lista Pirozzi). In un'altra telefonata Parnasi parla con un uomo: "Con Forza Italia c’hai parlato? Sì… Fratelli d’Italia?"; il suo interlocutore: "Già fatto, è arrivato all’amministratore, io l’ho controllato". Parnasi: "Il Pd lo incontro domani". La natura di questi finanziamenti è al vaglio degli inquirenti, soprattutto per capire se si tratta di finanziamenti mirati da ottenere un'altra utilità. L'unico finito in manette per i finanziamenti è stato, fino ad ora, Adriano Palozzi (FI) che ha ricevuto 25mila euro attraverso la sua società Pixie Social Media srl. Michele Civita (PD), invece, anche lui agli arresti domiciliari come Palozzi, avrebbe ottenuto la promessa dell'assunzione del figlio nella Be Consulting Spa, "partner commerciale della Eurnova Srl" di Parnasi. Gli altri politici citati al telefono da Parnasi, per il momento, non risultano indagati.

Ad un altro collaboratore Parnasi parla del Movimento 5 Stelle: "Domani c’ho un altro meeting dei Cinque Stelle, perché pure a loro gliel’ho dovuti dare eh, mica che… ci sta l’amico tuo adesso, gliel’ho detto di quell’operazione (…) Volete che faccia qualche altro passaggio politico? Visto che sto sostenendo tutti quanti... poi vediamo Marcello De Vito... vediamo Ferrara... serve che faccio qualcosa? Avviso Lanzalone". Va specificato che Marcello De Vito non è tra gli indagati, a differenza invece di Paolo Ferrara.

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