Manovra: inviato a Bruxelles Documento programmatico di bilancio, i punti principali

La legge di bilancio 2019, obiettivi e quadro programmatico: dalla nota di aggiornamento del Def alla sintesi della manovra inviata dal governo all'Ue nelle scorse ore

legge di bilancio 2019 governo conte manovra

17 ottobre 2018 - Il governo Conte ha inviato alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio, la sintesi della manovra 2019, da 37,6 miliardi, di cui 21,7 finanziati in deficit. Le coperture arriverebbero per 7 miliardi circa da tagli di spesa e da 8 mld da maggiori entrate (previste). Confermato il deficit al 2,4% del Pil nel 2019 e lo stop all’aumento dell’Iva per l’anno prossimo.

Vediamo quali sono i punti principali della legge di bilancio del governo Conte, le misure più attese, dalle pensioni al reddito di cittadinanza alla flat tax. Reddito di cittadinanza e quota 100 costano da sole 16 miliardi di euro, il blocco dell’aumento dell’Iva 12,5 miliardi. Naturalmente l'iter parlamentare della manovra potrà riservare modifiche, più o meno importanti.

Manovra 2019: le misure principali

Pace fiscale e cartelle Equitalia: si parla di un’aliquota al 20% per mettersi a posto con il fisco per dichiarazione dei redditi “truffaldine” già presentate. L’opzione di dichiarazione integrativa invece è prevista ma può far emergere massimo il 30% in più rispetto a quanto già dichiarato per un tetto di 100.000 euro per ogni periodo d’imposta. Con la rottamazione ter delle cartelle Equitalia saranno possibili pagamenti in 20 rate in 5 anni, senza sanzioni e interessi. Per le mini cartelle sotto 1000 euro accumulate dal 2000 al 2010 dovrebbe arrivare lo stralcio.

Reddito e pensione di cittadinanza: reddito e pensioni di cittadinanza dovrebbero partire entro marzo 2019. L’assegno di cittadinanza, da 780 euro, sarà disponibile su carta bancomat e gli acquisti fatti verranno controllati dal governo, ma bisognerà iscriversi a corsi di formazione e fare 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile per assicurarsi il "reddito di cittadino". Dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro si perderà il diritto al sussidio.

Pensione quota 100: per le pensioni da febbraio 2019 parte quota 100, senza penalizzazioni. Per lasciare il lavoro serviranno almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi, con 4 finestre disponibili per l'uscita. "Opzione Donna" viene prorogata ciò significa che le lavoratrici dipendenti possono andare in pensione con 58 anni e 35 di contributi, le autonome con 59 anni e 35 anni di contributi.

Taglio pensioni d’oro: la forbice si dovrebbe abbattere per quelle superiori ai 4.500 euro netti al mese, per un miliardo di risparmi attesi secondo il governo, molti ma molti di meno secondo il presidente Inps Tito Boeri (180 milioni).

Fatturazione elettronica: l’obbligo parte dall’1 gennaio 2019, con sanzioni ridotte per i primi sei mesi per chi non adeguerà per tempo i propri sistemi informatici. Il pagamento dell'Iva da parte del contribuente potrà avvenire invece al momento in cui la fattura viene incassata, quando si riceve cioè il pagamento della fattura.

Flat Tax per lavoratori autonomi: il forfait del 15% per professionisti con ricavi fino a 30mila euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50mila euro verrà esteso ad autonomi, Snc, Srl e Sas, in regime di trasparenza, per ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65 ai 100.000 euro scatta un +5% addizionale. Al contrario ci sarà un maxi sconto al 5% per le start up e le attività avviate dagli under 35.

Sconti Ires: l'aliquota Ires al 24% scende fino al 15% sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e per le assunzioni stabili. Sarebbero confermati anche gli ammortamenti per l’Industria 4.0.

Ecobonus 2019: Prorogato fino al 2019 l’ecobonus al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, da dividere in 10 rate annuali, mentre per gli interventi di efficienza l’agevolazione scende dal 65% al 50% per alcune tipologie. Detrazione al 36% per il verde privato, ovvero per gli interventi di cura, ristrutturazione, irrigazione.

Investimenti pubblici: si parla di 15 miliardi in tre anni per le infrastrutture, per l'adeguamento antisismico, l'efficientamento energetico, l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie.

Fondo Genova: il governo stanzia un miliardo per la manutenzione straordinaria a seguito del crollo del Ponte Morandi.

Fondo vittime truffe delle banche: sarà di 1,5 miliardi per rimborsare le vittime delle crisi bancarie.

Manovra, Conte: "Sarà seria e coraggiosa"

3 ottobre 2019

Def e legge di bilancio 2019 al centro della conferenza stampa di stasera a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rassicura a nome del governo che il rapporto deficit-pil verrà fissato al 2,4% solo nel 2019 per poi calare al 2,1% nel 2020 e all'1,8% l’anno successivo.

La precisazione era arrivata già in mattinata per bocca del Ministro dell’Economia: le parole di Giovanni Tria davanti alla platea di Confindustria avevano portato un po' di sereno sui mercati, facendo riprendere fiato all’azionario e facendo calare lo spread che ha chiuso oggi in flessione a 283 punti base, dai 303 della chiusura di ieri, per un tasso del decennale italiano sceso al 3,31%.

Il premier Conte nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguita al Consiglio dei ministri di stasera sul Def collegato alla legge di bilancio 2019, ha detto: "Stiamo rispettando l'impegno preannunciato è una manovra seria, responsabile e coraggiosa. Il nostro Paese ha bisogno di una forte crescita". Secondo Conte: "il rapporto tra debito e pil prospetterà numeri in discesa: siamo attorno al 130,9% ma scenderemo progressivamente sotto il 130 per arrivare fino al 126,5% nel 2021".

Poi ha preso la parola il Ministro dell’Economia e delle finanze Giovanni Tria: "Avevamo promesso di aumentare il tasso di crescita per eliminare il gap con la Ue, che è stato dell'1% l'anno da oltre 10 anni. Con questa manovra arriveremo a dimezzare il gap tra il tasso di crescita italiano e il tasso di crescita europeo nel 2019".

Anno in cui, nell’ambito "del profilo di deficit previsto", ci sono "0,2 punti percentuali di investimenti addizionali, nel secondo 0,3 di investimenti, nel terzo anno 0,4 di investimenti addizionali. Questo descrive la qualità della manovra: puntiamo ad avere gli investimenti pubblici come strumento principale per lavorare sulla crescita".

Tra gli altri obiettivi del governo Conte ci sono 10mila assunzioni nelle forze dell'ordine e quello di portare la disoccupazione sotto il 7% dall’attuale 9,7% (secondo gli ultimi dati Istat) come spiegato dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Manovra: "reddito di cittadinanza da marzo 2019"

26 settembre 2018

Novità in vista del varo della Legge di bilancio 2019: il governo Conte starebbe studiando un taglio delle accise sui carburanti per 250-300 milioni di euro. I fondi arriverebbero dall'extra gettito dell'Iva sulla benzina ottenuto durante l'anno. Il tutto si tradurrebbe in un taglio di massimo 3 centesimi sulla verde oppure di un centesimo sul diesel. Per quanto riguarda la questione deficit invece sarebbe confermata l'intenzione di andare appena un decimale sotto la soglia psicologica del 2%, portandolo all'1,9%, ma il tetto potrebbe essere poi rialzato nel corso della discussione parlamentare fino al 2,1%.

Intanto stasera il Ministro dello Sviluppo e vicepremier Luigi Di Maio incontrerà gli altri Ministri del MoVimento 5 Stelle a due giorni dalla scadenza per la presentazione della Nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza che dovrà tracciare i limiti contabili della manovra del governo Conte. Tra gli argomenti in agenda al tavolo pentastellato ci sarà chiaramente il reddito di cittadinanza che secondo l'annuncio fatto da Di Maio sarà a regime da marzo 2019, non si è capito ancora se con un provvedimento specifico collegato alla manovra.

In proposito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Guidesi (Lega) ha parlato di legare l'erogazione del reddito di cittadinanza - che partirà a metà marzo 2019 con l'avvio dei "nuovi" centri per l'impiego - alla condizione economica che risulta dall'Isee o in alternativa di pensarlo come un incentivo all'occupazione, probabilmente legandolo a tempi stabiliti.

Manovra: flat tax e reddito di cittadinanza insieme

8 settembre 2018

16.50 - Sulla manovra 2019 è il ministro dell'Economia Giovanni Tria a rassicurare che "ci sono margini" per far partire insieme tutte e tre le principali riforme promesse dal governo: reddito di cittadinanza, flat tax e superamento della legge Fornero. Tria ha spiegato che "ovviamente" c'è necessità di un bilanciamento" e che si discute "se dare più accento su una o l'altra, ma partiranno tutte e tre". Il ministro ha parlato a margine dell'Ecofin di oggi a Vienna.

Sulla legge di bilancio 2019 del governo Conte è lo stesso premier a rassicurare su reddito di cittadinanza e riforma fiscale: "saranno due pilastri su cui lavoreremo per sagomare una manovra che sia anche di equità sociale". Intervenuto oggi alla Fiera del Levante di Bari il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Faremo una manovra seria, terremo i conti in ordine ma saremo coraggiosi".

Il governo ha cambiato faccia con l’Europa: le dichiarazioni incendiare del Ministro dello Sviluppo e Lavoro Luigi Di Maio sullo sforamento del deficit del 3%, che significherebbe miliardi in più da poter spendere, hanno lasciato il posto a toni morbidi e concilianti.

Roma ha bisogno che Bruxelles conceda flessibilità per almeno 12-15 miliardi. Il ministro Tria per il 2019 vuole un deficit al di sotto del 2% del Pil (all'1,9-1,8%) secondo Reuters che cita fondi vicine al titolare del Mef. L’opposizione di Di Maio in merito sarebbe stata ormai superata in cambio di un allargamento dei cordoni della borsa da parte dell’Ue.

L'esecutivo gialloverde e i due veri capi del governo, appunto Di Maio e l’altro vice premier Matteo Salvini, al di là degli annunci propagandistici, spesso smentiti il giorno dopo dai fatti, vedi il pagamento anticipato della quota mensile al bilancio Ue, sono consci che il muro contro muro con Bruxelles non paga. Da qui il cambio di strategia.

E a proposito di manovra il Ministro dell’Interno Salvini ha precisato che l’altra grande promessa elettorale, quella della Lega, cioè la flat tax al 15%, sarà sì avviata con la legge di bilancio ma "bisogna vedere se si parte dalle famiglie o dalle partite Iva". Stesso discorso per il reddito di cittadinanza che almeno per quest’anno non sarà per tutti.

Legge di Bilancio, Conte: "UE capirà riforme"

21 agosto 2018

La legge di bilancio 2019 del governo Conte finirà al vaglio dell’Europa entro metà ottobre. In vista dell’importante appuntamento si moltiplicano i segnali inviati dall’esecutivo del cambiamento a Bruxelles.

Sullo sfondo, ma non troppo, l’atteso giudizio delle agenzie di rating con Moody’s che ha già manifestato tutte le sue preoccupazioni per la tenuta dei nostri conti pubblici se la soglia del 3% del rapporto deficit-pil venisse forzata e le riforme promesse dal governo Conte venissero davvero realizzate, a partire dall'introduzione del reddito di cittadinanza.

La manovra 2019 sarà come sempre preceduta dalla nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) che entro fine settembre permetterà di delineare più chiaramente obiettivi e margini di quella che una volta si chiamava legge finanziaria. Entro la fine del prossimo mese lo stato di salute dei nostri conti pubblici sarà più definito, poi si dovrà mettere mano concretamente alle coperture per sminare innanzitutto l’aumento dell’Iva.

Il premier Giuseppe Conte oggi in un’intervista al Corriere della Sera ha detto:
 "lavoriamo con determinazione e convinzione al raggiungimento dei nostri obiettivi politici. Il debito pubblico è sostenibile e in ogni caso si può risanare con gradualità, ponendo attenzione alle ragioni della crescita". Conte ha aggiunto di essere pronto a "viaggiare tutti i giorni se necessario" per far capire alla commissione UE "le varie riforme strutturali e il piano di investimenti che presenteremo, e per attestare la nostra lucida e consapevole determinazione".

"Andremo per gradi. La prima cosa è far capire all'Europa il significato e la portata delle nostre riforme" ha insistito il premier ribadendo in sostanza quello che aveva detto ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, fedelissimo di Salvini: non saranno i vincoli europei a bloccare la legge di bilancio che il governo Conte intende licenziare per avviare le riforme e il cambiamento promesso.

Manovra, governo: avanti su calo debito

14 agosto 2018

Grandi manovre in vista della Legge di bilancio del governo Conte. Palazzo Chigi informa oggi con una nota del colloquio telefonico avuto ieri su Def e legge di bilancio 2019 tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria.

Dall’esame condiviso del quadro macro-economico attuale sono stati definiti obiettivi e dettagli del quadro programmatico da presentare a settembre, in linea con le finalità programmatiche già dichiarate: stabilità delle finanze e prosecuzione della riduzione del rapporto debito-pil.

Intanto si sa che la Legge di bilancio del governo Conte dovrà mettere in cantiere una spesa di non meno di 20 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva e avviare le due grandi promesse elettorali di Lega e M5s, cioè rispettivamente flat tax e reddito di cittadinanza.

Si parla già di metà manovra da finanziarie in deficit ma su questo si dovranno fare i conti con Bruxelles, anche se il governo sembra abbastanza ottimista in merito. I tecnici del Tesoro sono al lavoro sulle proposte di intervento che potrebbero trovato il favore dell’Europa.

Incombe lo spettro dell’aumento dell’Iva che senza sminare la clausole di salvaguardia scatta dal 2019, solo per questo il governo deve trovare 12,5 miliardi di euro mentre per la prima “tranche” della flat tax e il primo modulo del reddito di cittadinanza servirebbero almeno altri 7 miliardi.

Def: priorità in vista della Legge di Bilancio

15 giugno 2018

Legge di Bilancio 2019: il governo Conte dopo la pausa estiva sarà alla prese con la definizione precisa degli obiettivi e delle coperture necessarie a sostenere la nuova manovra finanziaria ma il lavoro è già iniziato con il Documento di economia e finanza (Def).

Tra i temi da affrontare e finanziare con la Legge di Bilancio 2019 la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA. Altri temi e capitoli di spesa riguardano le pensioni, con il ritorno di quota 100, e la riforma degli ammortizzatori e sussidi sociali, con il reddito di cittadinanza che non è chiaro se e come sarà finanziato già a partire dall’anno prossimo.

Tra le altre materie da affrontare nelle maglie della Legge di Bilancio 2019 i bonus fiscali, gli sgravi per le assunzioni di giovani a tempo indeterminato, le misure a favore delle imprese, la flat tax e l’eventuale definizione di nuovi incentivi e investimenti.

Il ministro del lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio ha chiarito più volte, anche oggi, che l’Iva non aumenterà, ma dove saranno trovate le coperture questo ancora non è dato sapere. Maggioranza e governo intanto stanno lavorando al Documento di economia e finanza, "anticipo" della Legge di Bilancio (ex legge di Stabilità) che verrà.

La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva costerebbe 12,5 miliardi. La prima fase del reddito di cittadinanza, con la riforma dei centri per l'impiego “solo” 2 miliardi; la prima tranche della flat tax molto di più, 30 miliardi di euro. Il Def sarà in aula per il voto martedì prossimo, 19 giugno.

Nella bozza del Documento di programmazione economica e finanziaria le priorità sono appunto bloccare gli aumenti di Iva e accise e tracciare rapidamente un nuovo quadro di finanza pubblica che rispetti gli "impegni europei sui saldi 2018-2019" ma che sia compatibile con gli "interventi prioritari" definiti nel discorso programmatico del governo Conte. 

Per evitare l’aumento dell'Iva si potrebbe agire sul deficit alzando l’asticella all'1,5% del Pil dall’attuale previsione dello 0,8% ma poi non rimarrebbero altri spazi o margini di manovra con l’Ue. Sullo sfondo, l’Eurogruppo e l'Ecofin del 21 e 22 giugno a Lussemburgo, quando la risoluzione parlamentare sul Def dovrebbe già essere stata approvata.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO