Il "sultano" Erdogan confermato presidente della Turchia con il 52,5% dei voti

Nessuna sorpresa alle presidenziali turche. Erdogan guiderà per altri 5 anni il paese. Le autorità di Ankara hanno comunicato che il presidente scampato a un golpe a luglio 2016 e ritornato in sella più forte di prima, dopo tutta una serie di purghe ed epurazioni, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi (52,5%). Quindi elezione al primo turno. Il suo avversario, il socialdemocratico Muharrem Ince, ha ottenuto il 30,7% dei voti.

Per la prima volta nel paese si è votato in contemporanea per le presidenziali e le legislative. La vittoria elettorale permetterà al "sultano" Erdogan di trasformare in senso ancora più autoritario il regime politico turco. Una repubblica presidenziale che grazie al referendum dell'anno scorso non prevede più la figura del premier, con Erdogan che è insieme capo di stato e di governo.

Unica spina nel fianco, ma importante, l'entrata in parlamento del partito filocurdo Hdp che alle politiche ha superato la soglia di sbarramento del 10% e il cui leader S. Demirtas, arrestato per "attività terroristiche", ha fatto campagna elettorale dal carcere prendendo l'8% alle presidenziali.

Turchia, elezioni presidenziali: Erdogan in testa col 58% delle preferenze

24 giugno 2018

Chi sperava nella sconfitta di Recep Tayyip Erdogan dovrà purtroppo ricredersi. I seggi in tutta la Turchia sono ormai chiusi e lo spoglio è in corso. I primi risultati, con circa il 45% dei voti già conteggiati, danno l'attuale Presidente della Turchia riconfermato in carica col 58% delle preferenze.

Il rivale Muharrem Ince, visto da molti come una figura positiva per il futuro della Turchia, sarebbe invece fermo al 28% delle preferenze. Erdogan avrà bisogno soltanto del 50% delle preferenze per evitare il ballottaggio e venir riconfermato alla guida della Turchia per altri cinque anni, elezioni anticipate come avvenuto in questo caso, quando le elezioni già fissate per il 3 novembre 2019 sono state anticipate ad oggi, a poco più di un anno dalla riforma costituzionale approvata dal referendum dell'aprile 2017.

I cittadini turchi sono stati chiamati anche a scegliere i membri del Parlamento, che dopo la riforma passano da 550 a 600. Qui, con circa il 27% dei voti già conteggiati, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AK) di Erdogan sarebbe in vantaggio col 48% delle preferenze, mentre il Partito Popolare Repubblicano (CHP) sarebbe fermo al 18% circa delle preferenze.

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