Di Maio: "Mezz'ora di internet gratis per tutti. 'No' alla Direttiva sul copyright"

La Direttiva sul copyright rappresenta "un grave pericolo per la libertà"

L'accesso ad internet dovrebbe diventare "un diritto primario di ogni cittadino". Con questa considerazione Luigi Di Maio ha chiuso il suo intervento all'Internet Day che si tiene oggi alla Camera dei Deputati. Proprio in ragione di questa considerazione, Di Maio ha annunciato di voler estendere a tutti il diritto a connettersi, almeno per mezzora al giorno: "Da sempre la forza politica da cui provengo lavora affinché un giorno i referendum via Rete, senza quorum e propositivi, possano diventare la normalità. E per far questo, ma anche per una idea di cittadinanza digitale che non possiamo ulteriormente rimandare, è necessario che la connessione a Internet diventi un diritto primario di ogni singolo cittadino. E immagino uno Stato che, per tutelare questo diritto, interviene e fornisce gratuitamente una connessione a Internet di almeno mezz’ora al giorno a chi non può ancora permettersela. La Rete è al centro del cambiamento. E questo cambiamento non può più aspettare".

In precedenza Di Maio ha parlato della direttiva sul copyright. La direttiva in questione è stata già votata e approvata dal Comitato Affari Legali del Parlamento Europeo; tra due settimane spetterà invece al Parlamento Europeo il compito di approvare o bocciare la direttiva. Gli articoli più controversi (o pericolosi, a seconda dei punti di vista) sono l'art. 11 e l'art. 13.

L'art. 11 ha l'obiettivo di proteggere gli interessi economici dell'editoria. Implica, quindi, che i motori di ricerca o i siti chi aggregano notizie richiedano ai giornali una licenza per poter linkare gli articoli. Una licenza che, ovviamente, avrà un costo; riducendo così lo spazio di azione dei piccoli gruppi del settore. L'art. 13 ha invece l'obiettivo di imporre alle piattaforme online - Social Network in testa - di controllare il comportamento dei loro utenti registrati per evitare che questi violino il copyright utilizzando immagini o testi per i quali non detengono i diritti d'uso. Anche in questo caso la direttiva finirebbe con il favorire le grandi società, che avrebbero i mezzi per far rispettare la direttiva. Non potendo (o volendo) far rispettare le leggi al singolo individuo, il Parlamento europeo è pronto a demandare ai privati il compito di controllo, ledendo così, a giudizio di chi scrive, la libera manifestazione del pensiero.

Di Maio si è espresso apertamente contro questa direttiva: "ci riporterebbe indietro di vent'anni. Il governo italiano non lo può accettare passivamente. Le nostre soluzioni non passano per i bavagli". Assicurando, poi, che l'Italia farà "tutto ciò che è nel suo potere per contrastare la direttiva sul copyright al Parlamento europeo. Qualora dovesse passare, decideremo se recepirla o meno". Per Di Maio è da considerare in pericolo la stessa libertà di internet: "La rete sta correndo un grave pericolo. E il pericolo si chiama riforma del copyright. La scorsa settimana, nonostante i nostri eurodeputati abbiano provato ad opporsi in tutti i modi, è passata una linea che maturava dopo almeno due anni di contrattazioni".

ROME, ITALY - JUNE 01:  (L-R)  Italys Prime Minister Giuseppe Conte and Labor and Industry Minister and Deputy PM Luigi Di Maio attend the first session of the council of ministers at Palazzo Chigi on June 1, 2018 in Rome, Italy. Law professor Giuseppe Conte has been chosen as Italy's new prime minister by the leader of the 5-Star Movement, Luigi Di Maio, and League leader Matteo Salvini.  (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images)

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