Povertà, i dati Istat: "Record di poveri assoluti nel 2017"

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L'Istat ha diffuso oggi l'ultimo report sulla povertà in Italia, confermando un trend in crescita rispetto agli ultimi anni. Nel 2017, lo rivelano i dati, 1.778.000 famiglie residenti in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta, vale a dire 5.058.000 persone che ogni mese non riescono ad affrontare la spesa mensile sufficiente ad acquistare beni e servizi ritenuti essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile.

Un numero così alto in Italia non si vedeva dal 2005, ben 13 anni fa. In percentuale, secondo l'Istat, l'8,4% delle persone residenti in Italia vive in condizioni di povertà assoluta, con una maggiore incidenza (20,9%) nelle famiglie dove sono presenti tre o più figli che non hanno ancora compiuto 18 anni.

I dati confermano ancora una volta l'eterno divario tra il nord e il sud del Paese. Se al nord dell'Italia vive il 5,4% delle famiglie in condizione di povertà assoluta e il 5,1% risiede nelle regioni del centro Italia, nel Mezzogiorno quella percentuale sale al 10,3%, in aumento di quasi due punti percentuale rispetto allo scorso anno.

L'Istat conferma anche che la povertà assoluta più diffusa nei nuclei familiari in cui la persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza elementare:

Cresce rispetto al 2016 l’incidenza della povertà assoluta per le famiglie con persona di riferimento che ha conseguito al massimo la licenza elementare: dall’8,2% del 2016 si porta al 10,7%. Le famiglie con persona di riferimento almeno diplomata, mostrano valori dell’incidenza molto più contenuti, pari al 3,6%.

Allo stesso modo nel 2017 è cresciuta anche la povertà relativa, calcolata in base alla spesa media per persona. In Italia, nell'anno di riferimento, è stata di 1.085,22 euro mensili e, dati alla mano, sono 3.171.000 le famiglie residenti in Italia che vivono in condizione di povertà relativa, che si traduce in 9.368.000 persone: 2.263.000 di queste sono residenti nel nord Italia, 1.263.000 nel centro Italia e ben 5.842.000 nel sud del Paese.

Come viene calcolata la povertà assoluta?

L'Istat fissa alcune soglie al di sotto delle quali un individuo si trova a vivere in condizioni di povertà assoluta. Per un adulto che vive da solo la soglia di povertà assoluta corrisponde a 826,73 euro al mese se residente in un'area metropolitana del Nord, mentre scende a 795,30 euro per il centro e a 618,08 euro al mese se residente in un'area metropolitana del sud Italia.

Per un nucleo familiare composto da quattro persone di età compresa tra i 18 e i 59 anni, la soglia è di 1.721,00 euro al mese per il Nord, 1.618,82 euro per il centro e 1.350,00 per il Sud, sempre prendendo in considerazione le aree metropolitane. Le stesse cifre scendono nei comuni con fino a 50mila abitanti: 1.579,00 euro il Nord, 1.471,00 per il centro e 1.263,58 per il Sud.

La tabella che trovate qui sotto fissa le soglie per il 2017, anno a cui fanno riferimento i dati diffusi oggi dall'Istat. La colonna si sinistra è quella che identifica i nuclei familiari, mentre le altre colonne elencano le differenti soglie per area abitata e zona d'Italia.

Calcolo poveri assoluti Istat

Come viene calcolata la povertà relativa?

La povertà relativa, invece, viene calcolata dall'Istat sulla base di una soglia convenzionale che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi.

I calcoli, in questo caso, sono più semplici. Per il 2017 la spesa media mensile pro-capite in Italia è risultata di 1.085,22 euro. Da qui si evince che un nucleo familiare composto da due persone che deve sostenere ogni mese una spesa pari o superiore a 1.085,22 euro è classificata come povera.

poveri relativi 2017 Istat

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