Rottamazione cartelle Equitalia flop: incassato un terzo del previsto

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La rottamazione delle cartelle Equitalia è stata un mezzo flop: lo scrive la Corte dei Conti facendo riferimento alla sanatoria introdotta nel 2016. I crediti “rottamati” ammontavano a 31,3 miliardi di euro, per un introito atteso di 17,8 miliardi, ma fin qui ne sono stati riscossi solamente 6,5, cui si devono aggiungere altri 1,7 miliardi rateizzati e ancora da riscuotere. In sostanza, mancano all’appello ben 9,6 miliardi di euro.

"Per una parte di queste posizioni debitorie - denuncia la magistratura contabile - si può affermare che l'istanza di rottamazione ha avuto essenzialmente finalità dilatorie rispetto all'espletamento delle procedure esecutive".

No una bella notizia, dunque, per le casse dello Stato e per il nuovo governo Conte a guida Lega-Movimento 5 Stelle, che ha nel suo programma la cosiddetta “pace fiscale”. Proprio dagli introiti derivanti da 100 miliardi di cartelle non pagate, dovrebbe giungere la quota necessaria per finanziare la flat tax, ma i risultati ottenuti dalla misura analoga introdotta dal precedente governo sono tutt’altro che incoraggianti. Tra la rottamazione delle cartelle voluta dal governo Renzi e quella immaginata da Lega e M5S c’è comunque una differenza sostanziale: la prima prevedeva una sanatoria su mora e sanzioni, mentre la nuova prevedrebbe lo stralcio netto del debito al 25% sul totale.

Non è la prima volta, comunque, che una sanatoria consente all’Erario di incassare meno di quanto previsto. Tra le adesioni e i versamenti reali, insomma, continuano ad esserci differenze e spesso sostanziali, quasi che tanti contribuenti siano lì a sperare in condizioni sempre migliori per potersi scrollare di dosso le cartelle che gravano sulle loro spalle.

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