Regeni, gli inquirenti: "Nei video della metro Giulio non c'è, ma ci sono buchi temporali"

Secondo il Pm servono nuove indagini tecniche".

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Nella giornata di oggi, mercoledì 27 giugno 2018, sono arrivati aggiornamenti importanti sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto a gennaio del 2016 in circostanze ancora tutte da chiarire.

I due uffici giudiziari che stanno indagando sulla sua morte hanno diramato oggi un comunicato in cui si legge:

"Gli accertamenti compiuti dalla Procura di Roma e dalla Procura generale d'Egitto hanno permesso di verificare l'assenza, tra quanto si è riusciti a recuperare, di video o immagini relative a Giulio Regeni all'interno o in prossimità di stazioni della metro del Cairo. Dall'esame delle registrazioni acquisite è emerso che vi sono diversi 'buchi' temporali in cui non vi sono né video né immagini"

Gli inquirenti aggiungono poi che "sono necessarie ulteriori indagini tecniche per accertarne le cause". I filmati che sono stati analizzati sono il 5% del totale ripreso il 25 gennaio 2016 dalle telecamere posizionate nella metropolitana del Cairo.

In particolare sono stati esaminati i video di tutta la linea 2 della metro e non soltanto quelli presenti nelle stazioni El Bohoth e Dokki, considerato che in quest'ultima fu agganciato per l'ultima volta il cellulare di Regeni. L'orario di riferimento è quello compreso tra le ore 19 e le 21, quando Regeni sarebbe andato a prendere la metro.

Per gli inquirenti non è emerso alcun "materiale di interesse investigativo", ma ci sono dei buchi temporali che potrebbero far pensare che qualcuno possa aver rimosso una parte dei filmati.

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