Consiglio Europeo, trovato l'accordo sui migranti, Conte: "Non siamo più soli"

Giuseppe Conte blocca documento UE

Aggiornamento ore 8:30 - La notte ha portato consiglio: i 28 leader hanno trovato l’accordo sulle conclusioni del Consiglio dell’UE, come annunciato via Twitter dal presidente Tusk. Il vertice si è così concluso dopo 13 ore con l’’intesa anche sui migranti, esulta il premier Giuseppe Conte: “Da oggi l'Italia non è più sola. Da questo Consiglio europeo esce un'Europa più responsabile e più solidale”, ha dichiarato il presidente del Consiglio lasciando i lavori. Secondo quanto riferisce l’Ansa, nel documento finale approvato da28 leader è “passato un nuovo approccio per quanto riguarda i salvataggi in mare”, ovvero “d'ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate tra gli stati membri”.

Al termine del lungo vertice che ha visto prima Conte e Macron trovare l’accordo, che è stato poi sottoscritto anche dagli altri leader, è passata la proposta dei centri di “accoglienza per consentire lo sbarco e nel caso del transito dei migranti anche in paesi terzi, sotto il coordinamento della cooperazione con Unhcr e orOim”. In Europa, ha aggiunto ancora il premier italiano, “si possono creare anche centri di accoglienza nell'ambito degli stati membri ma solo su base volontaria”. A questo punto, la domanda sorge spontanea: l’Italia li aprirà? “È una decisione che ci riserveremo ovviamente al livello governativo in modo collegiale, direi che non siamo assolutamente invitati a farlo”, conclude il presidente del Consiglio.


Consiglio UE | Conte fa la voce grossa

Aggiornamento ore 23:10 - Il vertice andrà avanti anche durante la notte nel tentativo di raggiugnere un'intesa sulla parte del documento che riguarda i migranti. Secondo fonti presenti all'evento, ci sarebbe un accordo tra il Premier italiano Giuseppe Conte e il Presidente francese Emmanuel Macron (che si erano incontrati nei giorni scorsi a Roma) e ora stanno lavorando per convincere anche gli altri Paesi Ue.

Aggiornamento ore 21:30 - Secondo fonti italiane presenti al Consiglio Europeo, il Premier Giuseppe Conte avrebbe bloccato l'adozione delle conclusioni della prima parte del vertice in corso a Bruxelles, spiegando che l'Italia darà un voto solo sull'intero documento, compresa la parte dei migranti in discussione stasera. Un eventuale veto bloccherà tutto.
Infatti la conferenza stampa del Presidente Ue Jean-Claude Juncker e del Presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, che era prevista al termine della prima parte del Consiglio Europeo, è stata cancellata perché, secondo quanto riferito dal portavoce di Tusk: "uno Stato membro ha messo la riserva sull'intero progetto di conclusioni" e quindi "non c'è stato accordo sulle conclusioni". L'incontro con la stampa si terrà domani al termine della seconda giornata del vertice.

Conte: "Incontro spartiacque per l'Italia"

Il Presidente del Consiglio italiano è arrivato nella sede del Consiglio Europeo a Bruxelles, dove si svolgerà il vertice con i 28 Capi del Governo dell'Unione Europea. Conte ha parlato brevemente con i cronisti, confermando l'importanza di questa riunione: "sarà uno spartiacque, per quanto ci riguarda. E per quanto mi riguarda sono disponibile a trarne tutte le dovute conseguenze".

I partner europei sono chiamati ad ascoltare le richieste dell'Italia per la gestione dei flussi migratori. L'accordo al momento non c'è e l'Italia potrebbe anche decidere di porre il veto. Conte, per ora, non vuole prendere in considerazione questa ipotesi per non avvelenare la discussione in partenza: "È una possibilità che non voglio considerare, ma se dovessimo arrivare a questo, sicuramente per parte mia non arriveremmo a conclusioni condivise".

Il Premier ha assicurato che l'Italia si presenterà al tavolo con una proposta 'assolutamente ragionevole': "L'Italia ha elaborato una proposta che porta a questo Consiglio Europeo, assolutamente ragionevole perché è pienamente conforme allo spirito e ai principi su cui è fondata l'Ue. In tutti questi anni e io stesso, negli incontri avuti con i leader degli altri Stati membri, ho ricevuto molte manifestazioni di solidarietà. Oggi è un giorno molto importante: aspettiamo che queste parole si traducano in fatti. E d'altra parte l'Italia non ha più bisogno di segni verbali e di attestazioni, ma ha bisogno di fatti concreti. Questa è l'occasione giusta".

Merkel: "Avanti con una coalizione dei volonterosi"

11.30 - La Germania si trova sull'orlo di una crisi a causa delle divisioni interne sulla gestione dei flussi migratori e il Consiglio Europeo di Bruxelles è visto come la prova definitiva del governo di Angela Merkel, in lotta aperta col ministro dell'Interno Horst Seehofer.

La cancelleria, a poche ore dall'avvio delle discussioni a Bruxelles, si è detta pronta a stringere delle coalizioni con quanti Paesi vorranno aderire, a cominciare da Francia, Spagna e Grecia che al momento si troverebbero sulla stessa lunghezza d'onda. E forse anche l'Italia, se le aperture dell'UE si concretizzeranno.

Riferendo al Bundestag - proprio come fatto anche due giorni fa da Giuseppe Conte alla Camera - Merkel ha spiegato:

Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino 3. Chi chiede asilo non può scegliersi il Paese in cui chiederlo. [...] Fino a quando su tutto questo non ci sarà un consenso a 28 andremo avanti con una coalizione dei volonterosi.

Sappiamo che l'Italia pende più verso le posizioni di Austria e Ungheria, ma il vertice informale della settimana scorsa a Bruxelles potrebbe aver scombinato le carte in tavola, così come i segnali positivi arrivati in queste ore sul caso della nave Lifeline potrebbe portare il nostro Paese nella "coalizione dei volenterosi" citata da Merkel.

Donald Tusk

8.20 - Prende il via oggi pomeriggio a Bruxelles l'atteso Consiglio Europeo che vedrà i leader dei 28 Paesi membri dell'UE confrontarsi su una serie di temi di vitale importanza per il futuro dell'Europa, a cominciare dal delicato nodo dei flussi migratori che nelle ultime settimane sembra aver creato divisioni difficili da superare.

Su questo punto sono due gli aspetti che saranno al centro delle discussioni dopo il vertice informale della settimana scorsa: la riforma delle regole sul diritto d'asilo nell'Unione Europea e la ricerca di soluzioni alle pressioni migratorie. Questi sono aspetti che porteranno via la maggior parte del tempo, vista l'urgenza di trovare un accordo che metta d'accordo più o meno tutti - o almeno il maggior numero di Paesi, quelli più agguerriti come l'Italia o la Germania, visto quanto accaduto negli ultimi giorni.

I leader europei, però, in questa seconda riunione del 2018 - la prima per il governo di Giuseppe Conte - dovranno oggi occuparsi anche di economia e finanze:

I leader dell'UE dovrebbero adottare conclusioni su vari temi discussi di recente nell'ambito dell'agenda dei leader, quali fiscalità, innovazione e digitale. Il Consiglio europeo approverà inoltre le raccomandazioni specifiche per paese nel quadro del semestre europeo 2018 e discuterà della futura gestione del quadro finanziario pluriennale (QFP), compreso un calendario. I leader dovrebbero discutere anche di commercio.

La seconda giornata del Consiglio Europeo, in programma domani 29 giugno 2018, vedrà invece l'esclusione del Regno Unito, pronto a lasciare l'UE nel giro di pochi mesi. Domani si terrà infatti l'Euro Summit, finalizzato a verificare lo stato dei negoziati sulla Brexit e ad adottare conclusioni sui progressi compiuti. Successivamente si discuterà anche della riforma dell'Unione economica e monetaria, anche qui in assenza del Regno Unito.

L'avvio della prima giornata di discussione è fissato per le 14 di oggi.

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