Reddito di cittadinanza e decreto dignità a rischio. Di Maio: "Solo un ritardo, le coperture ci sono"

"Il reddito di cittadinanza è una misura attiva destinata ai cittadini italiani. Dobbiamo dare risposte a persone che quotidianamente soffrono"

Di Maio minesteri economici superministero

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria si era già detto dubbioso a proposito del reddito di cittadinanza, uno degli obiettivi principali del Movimento 5 Stelle, e sempre proprio che in queste ore il capo del MEF abbia imposto uno stop non soltanto al reddito di cittadinanza, ma anche al "decreto dignità" portato avanti dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Il motivo di questo stop, seppur temporaneo, sarebbe da ricercare nelle coperture necessarie, definite allo stato attuale "insufficienti e inadeguate". Sulla stessa linea di Tria c'è anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, ma Luigi Di Maio tende a sminuire.

Stamattina, intervistato da L'Avvenire, il ministro del lavoro si è detto convinto che il decreto dignità verrà discusso quanto prima, già nei primi giorni della prossima settimana:

Il decreto dignità sarà al più presto, tra lunedì e martedì, in Consiglio dei ministri per l’approvazione. Stiamo lavorando sulla stesura definitiva dei contenuti, ma non ci saranno stravolgimenti rispetto ai temi preannunciati negli ultimi giorni.

Stessa positività a proposito del reddito di cittadinanza. Di Maio ha ribadito che le coperture ci sono, nonostante ciò che sostiene il MEF:

Le coperture ci sono e saranno inserite nella prossima legge di Bilancio.

Non solo le coperture ci sono, secondo Di Maio, ma il reddito di cittadinanza dovrebbe arrivare in tempi brevi:

Il reddito di cittadinanza è una misura attiva destinata ai cittadini italiani. Dobbiamo dare risposte a persone che quotidianamente soffrono e fanno i salti mortali per sopravvivere. Punteremo a far funzionare i centri per l’impiego anche effettuando un po’ di benchmarking (analisi e valutazione, ndr) su altre esperienze europee. A partire da quella tedesca che ha rivoluzionato i servizi per l’impiego ed è all’avanguardia in Europa. Come ha detto il procuratore generale della Corte dei conti, è un diritto che va riconosciuto. Lo faremo subito.

È evidente, in questo caso più di altri, che i due partiti al governo non comunicano in modo trasparente tra di loro e allo stesso tempo non comunicano in modo chiaro coi cittadini che li hanno votati e messi di fatto al potere. Difficile prevedere come si risolverà questo nodo, da un lato il MEF, conti alla mano, continua a dare parere contrario, dall'altro Di Maio e M5S, vanno avanti con proclami positivi e promesse che, forse, non saranno in grado di mantenere.

La scadenza fissata da Di Maio è sempre più vicina, quindi la resa dei conti - a tutti gli effetti - non dovrebbe tardare troppo.

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