Macron: "hotspot solo nei Paesi di primo ingresso". Conte: "era stanco, lo smentisco"

"Le regole di diritto internazionale e di soccorso in mare sono chiare: è il Paese sicuro più vicino che deve essere scelto come porto di approdo"

Emmanuel Macron al Consiglio Europeo

17.55 - Il presidente francese Emmanuel Macron rilancia: "il concetto di Paese di primo arrivo non è cancellabile". Macron ha precisato che secondo la Francia i centri di accoglienza e controllo per i migranti dovranno essere istituti nei Paesi di primo sbarco. Intanto si registra anche la posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel: "L'Italia non ha preso nessun obbligo per mettere in piedi questi centri controllati" e "non c'è nessun accordo" bilaterale tra Italia e Germania sui movimenti secondari dato che "per l'Italia è un problema cruciale la migrazione primaria" e "per ora è una posizione che rispetto". Conte nella conferenza stampa alla fine del vertice europeo dal canto suo ha spiegato che non è stato "sottoscritto nessun accordo specifico con la cancelliera Angela Merkel, ci sono delle conclusioni ma nessun impegno specifico sui movimenti secondari e l'accoglienza in Italia".

16.37 - Sull'affermazione del presidente francese sui centri di accoglienza ai migranti non in Francia ma solo nei paesi di prima accoglienza, come l'Italia, arriva la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Macron era stanco, lo smentisco. Abbiamo finito alle 5" ha detto il premier italiano poco fa in conferenza stampa. Nell'intesa raggiunta al vertice europeo "non si fa riferimento a un Paese di primo transito o di secondo transito" ha aggiunto Conte.

Migranti, Macron: "Gli hotspot nei Paesi di primo ingresso, non in Francia"

Il Consiglio Europeo ha raggiunto stanotte un primo accordo sulla gestione dei flussi migratori e se è vero che, come dichiarato oggi da Giuseppe Conte, "poteva andare meglio", è altrettanto vero che le premesse erano così drammatiche che ci si può ritenere parzialmente soddisfatti che qualche punti in comune è stato trovato.

L'Italia, di fatto, ha ceduto su quasi tutta la linea - non ci sarà la distribuzione obbligatoria di tutti i migranti, dovrà accettare il ritorno dei migranti riusciti a fuggire in Austria e Germania e dovrà aprire nuovi hotspot - e oggi il Presidente della Francia Emmanuel Macron lo ha ribadito, sottolineando come i nuovi centri verranno aperti soltanto nei Paesi di primo approdo. La Francia, non essendo un Paese di primo approdo, sarà quindi esclusa:

Le regole di diritto internazionale e di soccorso in mare sono chiare: è il Paese sicuro più vicino che deve essere scelto come porto di approdo. Le nostre regole di responsabilità sono altrettanto chiare: si tratta del Paese di primo approdo nell’Ue. In nessun caso questi principi sono rimessi in discussione dall’accordo.

I centri di accoglienza nei Paesi UE, a conti fatti, vanno quindi aperti soltanto in Italia, Spagna e Grecia. Lo ha precisato anche il primo ministro del Belgio, Charles Michel, che in linea con Macron ha escluso l'apertura dei centri in territorio belga:

L'accordo non ha cambiato il sistema di Dublino e conferma la responsabilità dei Paesi di primo ingresso.

Francia e Belgio, insomma, mettono le mani avanti fin da subito in vista dei prossimi sbarchi da gestire, che toccheranno nuovamente ai Paesi in prima linea, Italia compresa.

Foto | Consiglio Europeo

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