Boeri (Inps): senza l’apporto degli immigrati pensioni a rischio

Il sistema pensionistico italiano mal si adatta al calo dei contribuenti. Boeri: "problema serissimo"

migranti pensioni tito-boerijpg

Sul tema immigrati interviene oggi, per quel che è di sua competenza, il presidente dell’Inps Tito Boeri che avverte la politica: ridurre drasticamente i flussi migratori è un problema "serissimo" per il sistema previdenziale italiano.

Intervenuto al Festival del Lavoro a Milano Boeri stamattina ha spiegato che "gli scenari più preoccupanti per quanto riguarda la nostra spesa pensionistica futura sono quelli che prevedono una forte riduzione dei flussi migratori. Questa riduzione è in atto e i flussi cominciano a non essere più sufficienti per compensare il calo della popolazione autoctona".

Ecco perché "avere più immigrati regolari ci permetterebbe fin da subito di avere dei significativi flussi contributivi di ingresso nel nostro mercato del lavoro". Le proiezioni demografiche infatti "ci dicono che anche nel giro di pochi anni, se i flussi dovessero ridursi ulteriormente o addirittura azzerarsi, perderemmo città intere di popolazione italiana".

Un problema osserva Boeri "molto serio per il nostro sistema pensionistico, che è in grado di adeguarsi all’allungamento della vita media ma non al fatto che diminuiscono le coorti di contribuenti".

Calo demografico che ha ovvie ricadute sul sistema pensionistico: "volenti o nolenti, l’immigrazione è qualcosa che può darci il modo per gestire questa difficile transizione demografica. Se gli italiani ricominciano a fare figli, cosa che tutti auspichiamo, ci vorranno vent’anni prima che i nuovi nati inizino a pagare i contributi" ha concluso il presidente dell’Inps.

Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi ricevendone in cambio 3 in pensioni, con un saldo netto di 5 miliardi per l'Inps. Un articolo pubblicato su Open Migration due anni fa e scritto dal direttore scientifico della Fondazione Leone Moressa (“Come gli immigrati salvano l’economia e le pensioni italiane”) spiegava che 620mila connazionali, nel 2013, ricevevano la pensione grazie ai migranti, secondo i dati di Istat e Mef elaborati dalla stessa Fondazione.

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