Crack Credito Fiorentino: Denis Verdini condannato anche in appello, pena ridotta

Denis Verdini in lacrime

Denis Verdini condannato in appello a 6 anni e 10 mesi per il crack del Credito cooperativo fiorentino, banca che l'ex parlamentare ha presieduto. In primo grado Verdini era stato condannato a nove anni. Pena ridotta dalla Corte d'asside d'appello di Firenze anche per gli imputati Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, i due imprenditori hanno preso in appello 5 anni e 10 mesi a testa.

Patteggiamento della pena invece per l'ex dg della banca di Credito cooperativo fiorentino, condannato a 3 anni e 10 mesi, e per i membri del Cda dell'istituto, condannati a un anno e 8 mesi. La difesa di Verdini ne aveva chiesto l'assoluzione.

Credito fiorentino, Denis Verdini in lacrime

29 giugno 2018

Denis Verdini piange in aula a Firenze durante l’udienza del processo d'appello per il crac dell'ex Credito cooperativo fiorentino. Il fallimento della banca in primo grado gli è costato una condanna a 9 anni, 7 per il reato di bancarotta e 2 per quello di truffa.

Verdini oggi ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee dopo l’arringa dei suoi avvocati, Carlo Coppi ed Ester Molinaro, ma si è dovuto scusare con i giudici quando gli sono venute le lacrime agli occhi e la voce gli si è strozzata in gola.

L’ex coordinatore del Pdl, senatore di Forza Italia e poi di Ala, ha dovuto sospendere il suo intervento e riprendere poi il filo del discorso. "Non è vero che volevo far fallire la banca io ho dato tutto per quella banca" ha detto Verdini che è apparso emotivamente provato.

Verdini ha sostenuto di aver preso in mano una piccola banca e di averla trasformata "in una comunità". Una bella storia insomma, negata però dalla ricostruzione dei pm che sostengono l’accusa in appello e dai giudici di primo grado.

"Ho preso le ceneri di una piccola banca e l'ho fatta sviluppare, trasformandola in una comunità". 
La difesa di Verdini ha chiesto la piena assoluzione per il suo assistito. Prossimo appuntamento in tribunale a Firenze il 3 luglio per le eventuali repliche, poi la camera di consiglio e il verdetto.

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