Gay Pride, Spadafora (M5S): "Non torneremo indietro sui diritti. Parlerò con Fontana"

Vincenzo Spadafora

Nel contratto di governo firmato da MoVimento 5 Stelle e Lega non c'è nulla che riguardi i diritti LGBT, tuttavia è stato scelto come sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora, a sottolineare che l'esecutivo non è completamente insensibile al tema. È però vero che nel Governo Conte ci sono due anime e proprio questo tema è uno di quelli meno condiviso tra gialli e verdi, tanto che il ministro alla Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana è noto per le sue posizioni contro le famiglie arcobaleno, ma anche il vicepremier Matteo Salvini si è espresso più e più volte contro l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Oggi, al Gay Pride di Pompei, era presente proprio Spadafora, il quale ha detto:

"Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo. So che in una parte del governo non c'è la stessa sensibilità ma l'Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo Lgbt, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò con il ministro Fontana. Sono sicuro che non ci siano pregiudizi e non ci siano pregiudizi sull'argomento"

Poi ha ammesso l'esistenza di diverse "sensibilità" all'interno del governo, ma ha anche sottolineato che nessuno gli ha chiesto di non esserci oggi, nonostante alcuni parlamentari campani della Lega, in particolare il il sottosegretario con delega al Sud Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa, si fossero espressi contro il passaggio del corteo davanti al santuario di Pompei, perché considerato una mera provocazione più che un modo per manifestare i propri diritti.

Tra i presenti alla manifestazione di oggi c'erano la Dem Monica Cirinnà, cui si deve la legge sulle unioni civili, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno, che proprio oggi ha ricevuto una busta con due proiettili e un messaggio contenente delle minacce a lui e alla sua famiglia.

Tra i politici più contrari al Gay Pride ci sono i forzisti Lucio Malan, vice capogruppo vicario di Forza Italia al Senato, che ha detto sulla presenza del governo all'evento con Spadafora:

"Sarebbe meglio si dedicasse ad altro viste le posizioni già assunte in passato e ora con l'adesione al Pompei Pride, che non è semplicemente quella festa spesso sguaiata, talora oscena, che appare, ma ha un ampio e dettagliato manifesto politico, che include la richiesta dell'indottrinamento dei bambini a scuola in materia di omosessualità e le adozioni gay. Tutto coerente con la linea sempre tenuta dal M5s in Parlamento, ma è inquietante che questo ora sia sostenuto dall'esponente di Palazzo Chigi che ha l'incarico di occuparsi di queste cose"

Carlo Giovanardi, ex senatore ed ex ministro, ha detto:

"Per la prima volta nella storia della Repubblica un membro del Governo, il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora, sostenitore delle adozioni da parte delle coppie gay. Rappresenta ufficialmente l'esecutivo ad una manifestazione di cui sono noti i toni sguaiati, volgari e offensivi nei confronti di convinzioni religiose radicate nel popolo italiano"

Tuttavia quello che dice Giovanardi è assolutamente falso, evidentemente ha la memoria cortissima, visto che prima Barbara Pollastrini (PD) nel 2006 e poi Mara Carfagna (Forza Italia) nel 2008, che non erano sottosegretarie, ma addirittura ministre, presero parte al Gay Pride. E nel 2008 il governo era guidato da Silvio Berlusconi.

Foto © Facebook Vincenzo Spadafora

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