Salvini dice messa a Pontida: "Lavoriamo per un'Italia più buona"

"Lo zero virgola imposto da Bruxelles per me conta meno di zero".

Salvini Pontida 2018

A Pontida, per il raduno annuale della Lega, è andato in scena il Salvini show a cui più o meno siamo ormai abituati, ben sapendo che quando ha davanti tanta gente, come in questo caso, e tutta dalla sua parte, si gasa ancora di più e si affida a un lessico più che populista, diremmo quasi cattolico. Il tono, un discorso pieno di parole "buone" e lui vestito di bianco fanno quasi pensare che più che a Pontida ci si trovi in Piazza San Pietro. Dal "buon Dio" nominato più volte al suo ormai solito "da papà" fino alla citazione di un passo del Catechismo e della "Sacra Romana Chiesa". Insomma, non è mancato nulla. Neanche la frecciatina alle famiglie arcobaleno, proprio all'indomani del Gay Pride:

"Non siamo qua per portare via diritti a nessuno, ma difenderò il diritto di chi non ha voce, il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà e il diritto delle donne a non essere un utero in affitto. Questo non è progresso, è la fine di una civiltà. Chiedo ai nostri sindaci e governatori di mettere al centro la famiglia"

Mentre la citazione del Catechismo riguarda il rifiuto di aiutare i migranti, perché ha citato un passo che dice che si deve aiutare gli altri nei limiti del possibile e sostiene che per l'Italia i limiti del possibile sono stati già raggiunti.

Il momento più "solenne" è stato quando ha ricordato Gianluca Buonanno e gli altri amici della Lega scomparsi nell'ultimo anno e, con la madre dell'ex parlamentare scomparso, è andato verso "l'albero della vita" a pregare. Poi ha citato Walt Disney "Se puoi sognarlo puoi farlo", sottolineando come la Lega sia partita con il sogno di cambiare una città, poi le Regioni, in nome dell'autonomia, e ora sogna di cambiare l'Europa. Ed è proprio con l'Europa che il tono diventa quello della Lega di una volta (la Lega di Bossi che "ce l'ha duro"):

"Non ci dobbiamo accontentare: l'obiettivo è cambiare l'Europa e dar voce a quei popoli che sono stati stroncati a chi aveva a cuore solo i soldi, la grande finanza, e ci ha solo dato un futuro di precarietà. Rinnovo l'impegno a cancellare la legge Fornero che è ingiusta, disumana e profondamente sbagliata, alla faccia di quei chiacchieroni, che non avendo mai passato la vita in una fabbrica o una miniera a lavorare, dicono che si può lavorare fino a 80 anni. E poi ci dicono pure che grazie alla legge Fornero i conti pubblici sono a posto. Non è l'Italia che abbiamo in testa noi. La smonteremo pezzetto per pezzetto. Vi do la mia parola d'onore che se per dare un futuro ai nostri figli, evitare che scappino all'estero, dovrò ignorare uno zero virgola imposto da Bruxelles, per me quello zero virgola conta meno di zero, conta di più la felicità del popolo, anzi dei popoli. I popoli in Europa non sono mai stati in conflitto come lo sono oggi. Solo se la Lega contagerà anche gli altri Paesi europei c'è speranza per questa Europa di continuare a esistere, altrimenti vincono loro, quelli per cui non esistono confini, non esistono regole, solo diritti, ma non doveri. I doveri vengono prima dei diritti, non c'è niente di gratuito o regalato. Bruxelles, Berlino e Parigi hanno provato a sradicarci per avere numeri e consumatori a servizio delle multinazionali"

Non sono mancate le frecciatine al Pd e a Saviano, che non ha citato, ma ci scommetteremmo che la frase su Rosario Livatino che "non aveva fatto i milioni di euro grazie all'antimafia delle parole" è dedicata a lui. Anche sull'antimafia tante parole di lotta e l'intenzione di smantellarle una volta per tutte.

Salvini ha sottolineato che la Lega vuole costruire "un'Italia più buona" anche se passa per cattiva, ma, dice, "odiare e rosicare sono gli altri". Durante il suo discorso Salvini ha più volte fatto da coordinatore dei soccorsi, alle prese con la gente che, sotto il sole da stamattina, si sentiva male. Accanto a lui i volti più noti della Lega, i governatori di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia: Luca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga.

In chiusura del suo lungo intervento Salvini ha ribadito che intende restare a lungo sia segretario della Lega, sia ministro dell'Interno e poi ha detto che quello di oggi non è il raduno di un partito, ma una festa per le famiglie.

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