Protezione umanitaria: la circolare di Salvini inasprisce i criteri per l'approvazione

"Ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel BLOCCARE tutti coloro che non ne hanno diritto"

Matteo Salvini circolare Viminale

Le dichiarazioni di queste ultime settimane del Ministro dell'Interno Matteo Salvini hanno trovato uno sfogo concreto in una circolare inviata in queste ore dal Viminale ai prefetti, alla Commissione nazionale per il diritto d'asilo e ai presidenti delle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione umanitaria con la disposizione di ridurre al minimo la concessione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari.

A venir intaccata dalla circolare è la protezione umanitaria, generalmente concessa per due anni e poi rinnovabile di volta in volta a chi giunge in Italia e si trova in condizioni di difficoltà umanitaria accertate. La Protezione Civile, a questo proposito, spiega:

La protezione umanitaria riguarda le persone con gravi problemi di salute o provenienti da Paesi afflitti da catastrofi naturali, per le quali è impossibile procedere a un rimpatrio. Pur non riconoscendo loro lo status di rifugiato, né rilevando elementi che consentano di attribuire la protezione sussidiaria, si prende atto che un rinvio nel paese di origine o in un paese terzo comporterebbe la perdita delle opportunità di cura e di presa in carico che, invece, sono garantite in Italia. In tali casi, rilevando gravi motivi di carattere umanitario, la Commissione Territoriale decide di riconoscere la protezione umanitaria.

Nella circolare firmata ieri si sostiene che la protezione umanitaria sia stata concessa con troppa facilità - il 28% dei permessi rilasciati a maggio 2018 è legato proprio alla protezione umanitaria - e questo avrebbe "legittimato la presenza sul territorio nazionale di richiedenti asilo non aventi i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale".

Da qui la richiesta del Viminale ad operare con il "più assoluto rigore e scrupolosità" al fine di garantire così "la salvaguardia degli interessi primari della collettività oltre che dei diritti dei richiedenti".

Salvini chiede che venga rispettata la sentenza n. 4455 della Corte di Cassazione del 23 febbraio scorso, secondo la quale la protezione umanitaria deve essere concessa soltanto nei casi in cui "le situazioni di vulnerabilità del migrante siano riferibili alle condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel Paese d’origine".

Questo, si legge nella circolare già diramata, deve essere il criterio di partenza nelle analisi delle domande di permesso di soggiorno in Italia. Se nel Paese di origine del richiedente non ci sono evidenti violazioni o privazioni dei diritti umani, la protezione umanitaria non deve essere concessa.

Questo, secondo il testo firmato da Salvini, dovrebbe produrre due risultati: da un lato si ridurranno le richieste ancora pendenti - 136mila secondo i dati del Viminale - e dall'altro si ridurranno anche i tempi di attesa per chi sta aspettando una risposta. Tempi lunghi che, si legge nella circolare, "risultano lesivi dei diritti di chi fugge da guerre o persecuzioni".

Con una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, ho...

Posted by Matteo Salvini on Thursday, July 5, 2018

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