Renzi tratta con Mediaset: pronto il suo programma tv

L'ex segretario del PD è pronto a diventare il Piero Angela di Mediaset (mantenendo lo scranno da Senatore)

ARLINGTON, VA - JUNE 06:  Matteo Renzi, former Prime Minister of Italy, speaks during a Remembrance and Celebration of the Life & Enduring Legacy of Robert F. Kennedy at Arlington National Cemetery on June 6, 2018 in Arlington, Virginia.  (Photo by Leigh Vogel/Getty Images for RFK Human Rights  )

Matteo Renzi sta trattando con Mediaset. Già, proprio così. L'ex segretario del Partito Democratico e attuale Senatore dello stesso, sta trattando con l'azienda di Berlusconi per venderle un programma televisivo storico-culturale su Firenze. A quanto pare Renzi avrebbe già molto materiale girato e montato, che avrebbe già proposto a Discovery e Sky ricevendo in risposta un 'no, grazie'.

D'altra parte non si tratta di una novità assoluta. Lo stesso Renzi in passato aveva detto di non voler prendere in considerazione l'idea di una lunga carriera politica, immaginando per se stesso un futuro in televisione. Silvio Berlusconi, nel corso della campagna per il referendum costituzionale del dicembre 2016, parlò di Renzi come di uno che aveva "sbagliato mestiere", aggiungendo che avrebbe dovuto "fare il presentatore tv", un ruolo per il quale lui stesso "lo avrebbe assunto". Piersilvio Berlusconi, invece, nel giorno della presentazione dei palinsesti Mediaset si era lasciato scappare solo una battuta: "ci hanno contattato e se ci piacerà il prodotto, perché no?"

Non sarebbe neanche il primo politico a dedicarsi a questo tipo di attività. L'esempio più prossimo è quello di Walter Veltroni che da anni si occupa di film e documentari. Anche Barak Obama e la moglie Michelle hanno firmato un accordo con Netflix per la produzione di contenuti e serie tv. C'è però un piccolo particolare: sia Veltroni che Obama hanno fatto questo passo solo dopo aver chiuso la loro esperienza politica.

Renzi, invece, è un Senatore, eletto a suo tempo anche per fare il leader della coalizione guidata dal PD. Nei primi 126 giorni di questa legislatura Renzi ha collezionato il 100% delle presenze in aula, ma ha soprattutto avuto un ruolo politico attivo; con il suo intervento ha infatti impedito al PD di sedersi al tavolo con i 5 Stelle, che poi hanno deciso di accordarsi con la Lega per andare al Governo. Insomma: si è comportato da uomo politico a tutti gli effetti, smentendo anche il proposito di voler lasciar fare ad altri dopo la disfatta del 4 marzo scorso.

Come riuscirà Renzi a conciliare l'attività da Senatore con il 100% delle presenze con quella di divulgatore televisivo? L'ex segretario ha già spiegato che non ci riuscirà: "ad oggi ho il 100% di presenze agli oltre duecento voti in aula e nelle sedute in Commissione. Media talmente perfetta che ovviamente non riuscirò a tenere ma che la dice lunga su come stia seriamente rispettando il mandato affidatomi dagli elettori del mio collegio".

Nella stessa Enews aveva poi confermato le proprie velleità artistiche: "Ho deciso anche di realizzare uno speciale televisivo sulla mia città, Firenze, perché credo che più il dibattito politico diventa barbaro, più c’è bisogno di valori, di bellezza, di cultura. Questo progetto televisivo su Firenze ha l’ambizione di parlare ai cuori delle persone, cercando di raggiungerle anche oltre i confini nazionali. Sono emozionato al pensiero di lavorare su una sfida così affascinante ma è tutta un’altra cosa rispetto alle Fake-News sul trasformarmi in uno showman di provincia. Chi vedrà quelle immagini si renderà conto del tentativo di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, uno sguardo sul presente, non solo uno sguardo sul passato".

Al di là del fatto che Renzi si è già scritto da solo le critiche per il suo lavoro, convinto che non si trasformerà "in uno showman di provincia", impressiona l'idea che questa sua fatica artistica possa andare in onda proprio sulle reti di Berlusconi, come fosse la cosa più naturale del mondo. Renzi è un politico, il più giovane presidente del consiglio nella storia italiana e non ha per nulla abbandonato la politica attiva. Ecco però, forse, spiegato un altro piccolo mistero: i fondi per acquistare la bella villa di Firenze potrebbero arrivare proprio da questo secondo lavoro. Una nuova attività che avrebbe avuto ben poche chance di iniziare se non esistesse contemporaneamente anche la sua carriera politica.

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