Negozi chiusi nei festivi? Confimprese: se passa proposta del M5S, a rischio 400mila posti di lavoro

Critiche alla proposta di legge di Davide Crippa (M5S).

Negozi chiusi nei festivi posti di lavoro a rischio

Confimprese lancia l'allarme sulle possibili conseguenze della proposta avanzata da Davide Crippa del MoVimento 5 Stelle, che è sottosegretario allo Sviluppo Economico, ministero guidato da Luigi Di Maio. Se la sua proposta diventasse legge, infatti, secondo gli imprenditori ci sarebbero 400mila posti di lavoro in meno e il 10% di fatturato in meno.

Mario Resca, presidente di Confimprese, spiega:

"Su 52 domeniche i negozi potranno restare aperti solo 12 festività all'anno. Le aziende saranno costrette a licenziare, l'intero comparto perderà 400mila posti di lavoro e il 10% del fatturato. Significherebbe quindi perdere il 15% della forza lavoro in un Paese che ha un tasso di disoccupazione dell’11%, con un Pil in forte rallentamento nel secondo trimestre e un futuro delle famiglie molto incerto"

La proposta di legge prevede che le città turistiche potranno tenere i negozi aperti anche nei festivi, ma Confimprese si chiede con quali criteri si deciderà quali città sono turistiche e quali no:

"L'Italia è un museo a cielo aperto, detiene il record mondiale di siti Unesco, è meta di turismo culturale, enogastronomico e di business. Il turismo gode di ottima salute, ma i turisti arriveranno nelle nostre città e troveranno i negozi serrati. Quali sono i criteri per stabilire le città a vocazione turistica? Il nostro Paese è tutto una meta turistica e noi, oltre che i posti di lavoro, vogliamo perdere anche i servizi e i consumi? Gli acquisti non sono di necessità ma di impulso, la gente consuma se ne ha l’opportunità, ma se i negozi sono chiusi rinuncia e non compra"

Confcommercio, invece, si è dichiarata disponibile al confronto con il governo Conte e chiede la reintroduzione di una regolamentazione minima, che è "indispensabile per il mantenimento del pluralismo distributivo e come migliore garanzia per lo sviluppo delle imprese di ogni dimensione".

Commentando l'intenzione del governo di intervenire per regolamentare gli orari dei negozi, Confcommercio risponde che ne prende atto e aggiunge:

"I fatti ci hanno dato ragione, la deregolamentazione totale degli ultimi anni non ha prodotto particolari effetti sui consumi e sull'occupazione, né ha incrementato la concorrenzialità del settore, peraltro già ampiamente liberalizzato da tempo"

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