Dl dignità, Padoan replica a Di Maio: "Accuse gravi alla mia ex squadra"

padoan dimaio

Pier Carlo Padoan non ci sta e respinge al mittente le ipotesi di “complotto” in merito alla relazione che accompagna il Dl dignità. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, infatti, è emerso che il provvedimento comporterebbe la perdita di 8mila posti di lavoro all’anno, da qui al 2018, dunque, sarebbero 80mila le persone che finirebbero a casa secondo i calcoli dei tecnici. Questa parte di relazione, secondo quanto detto dal vicepremier Di Maio durante una diretta Facebook, sarebbe spuntata nella notte, poiché non sarebbe stata contenuta almeno inizialmente.

Le voci si sono rincorse in giornata e qualcuno ha avanzato l’ipotesi che ad aggiungere la parte di relazione avversa al decreto fosse frutto di qualche dipendente del Mef legato appunto all’ex ministro Padoan, che sentitosi chiamato in causa direttamente, non le ha mandate a dire: "Se insinuano che qualcuno della mia ex squadra si sia comportato scorrettamente - dichiara l’esponente del Partito Democratico - , magari perché sobillato, lo respingo sdegnosamente: sarebbero accuse di gravità incredibile".

Insomma, Di Maio afferma che la parte relativa ai posti di lavoro persi nella relazione tecnica non sia attribuibile ai suoi tecnici e qualcuno parla già di possibili provvedimenti nei confronti dei dipendenti del ministero dell’Economia, ma Padoan ribadisce la versione data anche da fonti interne al Mef: "Il dl dignità e la relazione tecnica sono predisposti dal ministero del Lavoro".

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