Casa di Montecarlo, Fini rinviato a giudizio: "io estraneo ai fatti"

Fini si è detto certo che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti davanti ai magistrati.

gianfranco-fini a processo pg

Gianfranco Fini rinviato a giudizio per l'accusa di concorso in riciclaggio nell'inchiesta relativa alla vicenda della casa di Montecarlo. A decidere il processo per l'ex presidente della Camera è stato il gup di Roma che ha disposto il rinvio a giudizio per la medesima ipotesi di reato anche per la compagna di Fini, Elisabetta Tulliani, il fratello e il padre della donna.

A giudizio anche il re delle slot Francesco Corallo e altri cinque indagati tra cui l'ex deputato di Forza Italia Amedeo Laboccetta. A loro la procura contesta l'associazione a delinquere finalizzata al peculato, al riciclaggio e all'evasione fiscale, a seconda delle posizioni degli indagati.

Dalla non trasparente operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale, erano partite le indagini che si erano concentrate poi sui Tulliani e Fini. La prima udienza del processo si terrà il 30 novembre prossimo. Fini si è detto certo che riuscirà a dimostrare la sua "estraneità ai fatti" davanti ai magistrati.

Le accuse e l'appartamento di Montecarlo

Secondo le accuse la contestata associazione a delinquere era finalizzata a evadere le tasse e al riciclaggio per decine e decine di milioni di euro. Soldi ripuliti che venivano poi impiegati nell'acquisto di immobili, in attività economiche e finanziarie.

L'appartamento di Montecarlo sul Boulevard Principesse Charlotte 14 sarebbe finito nella disponibilità del fratello della compagna di Fini, Giancarlo Tulliani tramite due società costituite ad hoc, sempre secondo le indagini dei pm. Gli inquirenti ai Tulliani contestano profitti illeciti che sarebbero derivati da un giro di riciclaggio da 7 milioni di euro.

Nell'inchiesta è finito così anche il plusvalore, per più di 1,2 milioni di euro, derivante dalla vendita dell'appartamento di Montecarlo di cui sempre secondo chi indaga erano divenuti proprietari di fatto i fratelli Tulliani, grazie a Corallo che avrebbe anche creato le società offshore riferibili ai Tulliani.

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