Legittima difesa, al via i lavori col freno di M5S. Salvini: "Perfetta sintonia con Bonafede"

"In nessun modo la realizzazione dell'obiettivo riformatore potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia"

Alfonso Bonafede

19 luglio 2018 - Ieri Mara Carfagna si era appellata al Ministro dell'Interno Matteo Salvini dopo i primi freni messi dal Movimento 5 Stelle all'iter per la modifica della legge sulla legittima difesa e poche ore dopo è arrivata la replica del diretto interessato, che si è detto in linea con la visione del Ministro della Giustizia:

Sono in perfetta sintonia con il ministro Bonafede. Anzi sosteniamo insieme la battaglia per far scontare la pena nei paesi di provenienza agli stranieri nelle nostre carceri.

18 luglio 2018 - È iniziato stamattina in commissione Giustizia al Senato il percorso per modificare la normativa vigente sulla legittima difesa e i primi passi non sono stati mossi col più buono auspicio, a cominciare dal fatto che al vaglio della commissione ci sono cinque testi diversi e bisogna capire quale adottare o se crearne uno unico a partire dalle proposte contenute nei cinque disponibili.

Tra i sostenitori di questa riforma di sono gli esponenti del centrodestra guidati dalla Lega di Matteo Salvini, che ha fatto della legittima difesa uno dei punti principali della sua campagna elettorale ed è riuscito a farlo inserire anche nel contratto di governo firmato col Movimento 5 Stelle. È proprio da M5S, però, che arrivano i primi freni alla riforna, a cominciare dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che si era già espresso positivamente sulla riforma, ma con dei paletti ben definiti:

In nessun modo la realizzazione dell'obiettivo riformatore [...] potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia, la detenzione e il porto delle quali risultano disciplinate da disposizioni normative rigorose sulle quali il Governo non avverte alcuna esigenza di intervenire, trattandosi di leggi che rappresentano, peraltro, strumenti irrinunciabili nella lotta alla criminalità.

È quanto dichiarato dal Ministro durante il question time alla Camera, occasione che è servita a Bonafede anche per ribadire la competenza del proprio Ministero sull'argomento - "riguarda la giustizia e non la sicurezza e l'ordine pubblico. L'altra voce di M5S che ha voluto frenare è stata quella del senatore Francesco Urraro, che ha parlato proprio a nome dell'intero Movimento:

In considerazione della delicatezza della materia trattata, della complessità e dell'impatto a livello sociale è necessaria un'analisi approfondita delle norme esistenti e dei testi presentati. Ciò è doveroso per il M5S, così da rendere la legge realmente efficace ma nella piena sicurezza dei cittadini. Il nostro sarà un lavoro scrupoloso, di sintesi e ragionato nel solco delle garanzie Costituzionali, senza muoversi sull'onda emotiva.

Il Movimento 5 Stelle, insomma, promette di sfruttare tutto il tempo che sarà dato loro - l'analisi dovrebbe concludersi entro il mese di ottobre - e di fare il pelo ad ogni parola contenuta nei vari testi, mentre da Lega e Forza Italia sperano in un iter più fluido e veloce.

A tuonare contro la presa di posizione del Movimento 5 Stelle ci ha pensato la deputata di Forza Italia Mara Carfagna, che si è subito appellata a Matteo Salvini:

È uno schiaffo dei 5Stelle alla Lega. Salvini cosa dice?

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