Saviano: "Affronterò la querela di Salvini a testa alta"

Roberto Saviano prosegue la sua battaglia nei confronti di Matteo Salvini. Lo scrittore risulta indagato dalla Procura di Roma per il reato di diffamazione, un'indagine aperta proprio a seguito della denuncia presentata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini. La querela è legata all'utilizzo dell'espressione "Ministro della Mala Vita", con la quale Saviano ha più volte apostrofato Salvini, ma anche a considerazioni di questo tipo: "Le parole pesano e le parole del Ministro della Mala Vita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per ‘ndrangheta, sono parole da mafioso".

Saviano si è detto pronto a dare battaglia: "Affronterò la querela del Ministro della Mala Vita a testa alta. Dobbiamo mettere i nostri corpi a difesa della Costituzione e della libertà di pensiero. Non indietreggio di un passo nella critica al suo operato. Io non ho paura, non ne ho mai avuta".

Salvini, invece, aspetta che venga fatta giustizia nei suoi confronti: "Saviano indagato? Mi sembra il minimo, un conto è la critica, un conto dare del mafioso a qualcuno. Se qualcuno mi dà dell'assassino ne paga le conseguenze, spero che ci sia un giudice che riconosca che qualcuno ha sbagliato".

Roberto Saviano indagato dopo la querela di Salvini

salvini querela saviano

Roberto Saviano è indagato dalla procura di Roma per il reato di diffamazione: è la diretta conseguenza della denuncia-querela sporta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini lo scorso 19 luglio. Nell’atto depositato dai legali del leader del Carroccio, si parla di una serie di dichiarazioni fatte dallo scrittore via social network ritenute "lesive della sua reputazione e del ministero dell'Interno stesso".

Matteo Salvini ha querelato Roberto Saviano

Matteo Salvini ha querelato Roberto Saviano: la guerra tra il ministro dell’Interno e lo scrittore sulla questione migranti si trasferisce dunque dai social network ai tribunali. Il vicepremier ha presentato denuncia-querela nei confronti di Saviano che con alcuni post su Facebook aveva attaccato duramente la politica del governo Conte sui flussi migratori, soffermandosi in particolare sulle uscite del leader del Carroccio e sui recenti naufragi avvenuti nel Mar Mediterraneo.

“Ho querelato Saviano, come promesso - annuncia Salvini tramite il suo profilo Facebook ufficiale - Accetto ogni critica, ma non permetto a nessuno di dire che io aiuto la mafia, una merda che combatto con tutte le mie forze, o di dire che sono felice se muore un bambino. Quando è troppo, è troppo. Baci.”

La querela del ministro dell’Interno fa riferimento in particolare ad un post pubblicato dallo scrittore campano il 12 giugno scorso e a quello del 22 giugno: nel primo si parlava della questione relativa alla scorta, mentre nel successivo Salvini veniva definito addirittura "ministro della malavita".

Nell’atto anticipato dall’Huffington Post si legge che la querela si è resa necessaria poiché le parole di Saviano si inseriscono "al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica - non potendosi certo parlare di diritto di cronaca - in quanto vi è una gratuita aggressione alla mia persona, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle iniziative amministrative poste in essere dal Gabinetto a cui appartengo".

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