Ilva, Di Maio: "La gara è stata un pasticcio. Abbiamo fatto bene ad approfondire"

"L'Anac ha confermato le nostre perplessità: la procedura per Ilva è stata un pasticcio. Le regole del gioco sono state cambiate in corsa"

Davanti ad una Camera dei Deputati deserta, Luigi Di Maio ha riferito sulla questione Ilva. L'esecutivo giallo-verde aveva chiesto all'Autorità Anticorruzione un approfondimento sulla gara che ha portato alla cessione dello stabilimento alla Arcelor Mittal, multinazionale operante nel settore dell'acciaio. L'Anac ha ravvisato "criticità" nella gara d'appalto disposta dal precedente esecutivo e adesso il Governo potrebbe anche decidere di annullare il bando.

Di Maio nel corso del suo intervento ha lanciato un'accusa specifica: "Le regole sono state cambiate in corsa ed è stata lesa la concorrenza". L'Anac infatti "ha rilevato che nelle procedure di gara il tema dei rilanci era scritto malissimo, era scritto che si poteva fare ma non in che maniera. Ed è inspiegabile che nessuno se ne sia accorto e che sia rimasto tutto sotto silenzio". Secondo Di Maio le criticità rilevate da Anac rappresentano "macigni, sono gravissime e questo governo, io in primis, non possiamo far finta di niente come è accaduto per troppo tempo".

Per Di Maio le condizioni poste per accedere al bando del 5 gennaio 2016 erano impossibili da sostenere, motivo per il quale molti non hanno potuto partecipare. Chi ha partecipato e vinto, invece, ha beneficiato delle proroghe previste successivamente: "chi voleva partecipare alla procedura di gara doveva fare un’offerta che prevedeva di attuare il piano ambientale entro il 31 dicembre dello stesso anno. Capirete bene che questa sarebbe stata un’impresa titanica e poche imprese hanno potuto partecipare". Successivamente, poi, il termine per le operazioni di bonifica è stato posticipato fino al 2023. Inoltre, sempre secondo Di Maio, Arcelor Mittal non avrebbe comunque rispettato le condizioni poste dopo la proroga del termine: "L’azienda non ha poi neanche rispettato i termini intermedi del piano ambientale e questo di per sé, se confermato, sarebbe bastato ad escluderla".

Per il Ministro l'offerta complessivamente migliore "era quella di Acciaitalia", ma sono stati sbagliati, a suo giudizio, i criteri di assegnazione che hanno premiato l'offerta economica rispetto alla tutela ambientale: "Se si è fatta una procedura di gara che non ha messo al centro il massimo delle tutele ambientali e occupazionali, allora politicamente, per ora, ne dovrà rispondere chi ha fatto questa procedura di gara". Di Maio ha poi aggiunto che il suo predecessore ha "ignorato in maniera incomprensibile" il rilancio di Acciaitalia: "nemmeno considerato e alla fine la procedura è stata chiusa accettando la proposta di Arcelor, evitando la presentazione di altre offerte migliorative".

Sul punto Carlo Calenda ha già chiarito che secondo il suo parere - e quello dell'Avvocatura dello Stato - il rilancio arrivò fuori tempo massimo, motivo per il quale non venne preso in considerazione. Calenda ha risposto via twitter all'intervento di Di Maio, che ha annunciato indagini approfondite: "Hai detto in Parlamento cose gravi e false. Minacciare indagini interne al Mise è vergognoso. La responsabilità sulla gara è mia. A differenza tua non ho bisogno di inventarmi manine. E assumiti la responsabilità di annullare la gara se la ritieni viziata".

Emiliano, Governatore della Puglia, che più volte ha criticato l'operato di Calenda sul fronte Ilva, ha invece così commentato: "Mi auguro che il ministro Di Maio, che evidentemente ha fiducia nella Regione a differenza del suo predecessore, prenda la decisione giusta per tutelare innanzitutto la salute dei miei concittadini è più anche le esigenze produttive del Paese che ovviamente vanno tenute in grande attenzione".

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