M5s: "Boeri si dimetta". Ieri l'attacco a Di Maio e al decreto dignità

Il capogruppo M5s alla Camera: "Le parole usate ieri dal presidente dell'Inps in commissione lavoro sul Dl Dignità tradiscono un atteggiamento politico, deve dimettersi"

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Dopo Matteo Salvini ora anche il Movimento 5 Stelle vuole le dimissioni del presidente Inps Tito Boeri. Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ieri si è visto attaccare il suo Decreto dignità dal numero uno dell'istituto nazionale di previdenza. Il Ministero, ha detto Boeri, sapeva della previsione degli 8000 posti persi all'anno con l'entrata in vigore del decreto, previsione tra l'altro "ottimistica", per un provvedimento che è fortemente osteggiato anche da Confindustria.

Nessuna manina quindi, nessuna volontà di far impallinare il decreto in aula. Boeri ha rivendicato osservazioni critiche comunicate per tempo e alla luce del sole. Il presidente dell'Inps non allineato al governo deve quindi dimettersi per i 5 Stelle, ancora di di più perché ha osato dire che Di Maio "ha perso il contatto con la crosta terrestre".

In avanscoperta il capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva che oggi dice:

"Boeri è stato votato da qualcuno? Le parole usate ieri dal presidente dell'Inps in commissione lavoro sul Dl Dignità tradiscono un atteggiamento politico, non tecnico. Con toni fuori luogo. Un'entrata a gamba tesa che ha contribuito a un'escalation sinceramente inaccettabile, mentre il Parlamento si appresta a discutere un provvedimento atteso da tempo, e pensato per aiutare tutti coloro che hanno sofferto di più questi anni di crisi.Per il suo ruolo Tito Boeri dovrebbe rimanere fuori dalla contesa politica, invece di rilanciare previsioni arbitrarie e parziali sugli effetti del Decreto. Proprio ieri, i tecnici del Servizio Bilancio della Camera hanno chiarito che le stime sul calo dell’occupazione non sono dimostrabili. Sono valutazioni politiche, non tecniche, al provvedimento. Ma questo non è il compito per cui Boeri è stato chiamato alla Presidenza dell'Inps. Per quanto ci riguarda dovrebbe dimettersi"

Ma Boeri non ci pensa proprio: ha già chiarito nei giorni scorsi che ha un mandato da portare a termine, mandato che scade a febbraio 2019 e che si dimetterà in anticipo solo se nelle sedi opportune (le Commissioni Lavoro di Camera e Senato) gli venisse chiesto di farsi da parte prima del tempo perché ritenuto inadatto a ricoprire l'incarico.

"Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale"

ha spiegato il presidente Inps.

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