TAV, Toninelli: "Nessuno deve firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera"

"Saranno gli impatti ambientali, sociali ed economici a dirci se ha senso o meno portare avanti un’opera nata male"

Danilo Toninelli e Virginia Raggi

24 luglio 2018 - Danilo Toninelli ha fatto un passo indietro rispetto alle dichiarazioni rilasciate ieri a Radio1 e oggi, con un lungo post su Facebook, ha precisato che l'avanzamento dei lavori della TAV Torino-Lione è in dubbio.

A più di 24 ore di distanza da quell'intervento che ha attirato a sé moltissime critiche, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha spiegato che "adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera. Lo considereremmo come un atto ostile". Toninelli sta studiando le carte e ha snocciolato qualche numero:

Vi dico che la parte internazionale della Torino-Lione in teoria dovrebbe costare complessivamente 9,6 miliardi, suddivisi fra Unione europea al 40%, Italia al 35% e Francia al 25%. Qualcosa, per la verità, si è provato a risparmiare, ma già nel 2007 c’erano importanti economisti e Centri studi che prevedevano una spesa finale tra i 17 e i 20 miliardi di euro. Certificati poi dalla Corte dei Conti francese che, nell'agosto del 2012, indicò la colossale cifra di 26,1 miliardi, citando le ultime stime del Tesoro transalpino. Una enormità!
A seguito dei primi accordi, il costo dell'opera risultò particolarmente gravoso per il nostro Paese, malgrado insistano sull’Italia soltanto 12,5 chilometri dei 57,5 del tunnel di base del Moncenisio. Uno degli aspetti più scandalosi sta proprio lì: i nostri governanti del tempo, stiamo parlando dei primissimi anni Duemila, decisero di accollarsi la parte maggiore delle spese per convincere la Francia, che era giustamente riluttante rispetto alla costruzione dell’opera. Anche perché negli ultimi venti anni lo scambio di merci tra Italia e Francia ha avuto una discesa costante.

Alla luce di questo, che era già ben noto da tempo, Toninelli ha confermato che il Ministero ha avviato una revisione progettuale anche sulla TAV Torino-Lione e che sono quando saranno state fatte le dovute valutazioni si deciderà se portare avanti o meno "un'opera nata male":

Se ne vale la pena anche rispetto alla dovuta valutazione che riguarda il “Corridoio Mediterraneo”, la lunga tratta tra la Spagna e il confine tra Ungheria e Ucraina di cui la Torino-Lione è soltanto un segmento.
Rifarsi al Contratto di governo significa voler ridiscutere integralmente l’infrastruttura in applicazione dell’accordo con la Francia. Senza preclusioni ideologiche, ma senza subire il ricatto che ci piove in testa e che scaturisce dalle scandalose scelte precedenti. E’ questo il principio in base al quale stiamo lavorando.

Ufficialmente, quindi, il governo di Giuseppe Conte non ha dato il via libera all'avanzamento dei lavori e, se terrà fede a quanto promesso a più riprese dai suoi esponenti, potrebbe anche non darlo mai.

Quando studio dossier come quello della Tav Torino-Lione, non posso che provare rabbia e disgusto per come sono stati...

Posted by Danilo Toninelli on Tuesday, July 24, 2018

TAV, Toninelli: "Si farà, ma l'obiettivo del governo è migliorarla"


23 luglio 2018

Danilo Toninelli M5S

Il governo del cambiamento in carica da una manciata di mesi sembra aver deciso che tra i cambiamenti da fare non ci sarà la tanto attesa cancellazione della TAV Torino-Lione, un'opera fortemente criticata in passato anche dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

Oggi, però, il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha annunciato a sorpresa un colossale passo indietro rispetto a quella posizione, confermando che la TAV si farà, anche se saranno apportate alcune modifiche.

Il Ministro lo ha confermato nel corso di un intervento a Radio1 in cui ha anche condannato fermamente le proteste dei giorni scorsi in Valle di Susa, dove a pochi passi dal cantiere un gruppo di manifestanti No Tav ha preso di mira le forze dell'ordine con bombe carta e fuochi d'artificio.

La TAV Torino-Lione, ha spiegato Toninelli, è stata ereditata da questo governo e cancellarla creerebbe "un danno economico all'Italia". Se il Movimento 5 Stelle fosse stato al governo quando è stata approvata, "non sarebbe mai stata concepita in questa maniera, così impattante, così costosa".

Da qui l'idea di confermare la sua realizzazione con l'obiettivo di migliorarla, anche se su questo fronte non sono stati forniti maggiori dettagli. Solo poche settimane fa, durante un question time alla Camera, Toninelli aveva ribadito l'intenzione di rivedere il progetto:

Ci impegniamo a ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia. Ciò che è notorio è che su questa direttrice non si sia verificato il previsto incremento dei traffici di merci che era il presupposto fondamentale dell’opera, come ha recentemente confermato anche il commissario di Governo.

Ancora prima, pochi giorni dopo il giuramento del governo di Giuseppe Conte, Toninelli aveva tranquillizzato il Presidente del Piemonte, sostenendo che "Potrebbe non esserci mai, su quella linea, un treno".

E anche il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in piena campagna elettorale, aveva sottolineato l'inutilità del progetto e l'intenzione di dire alla Francia che non se ne sarebbe fatto più niente:

La Torino-Lione non serve più, poteva servire trent'anni fa, ora è inutile. Andremo a parlare con la Francia.

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