Roma, al via lo sgombero del campo nomadi

L'Associazione 21 luglio: "Ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione del governo italiano"

Matteo Salvini e Virginia Raggi

26 luglio 2018 - È iniziato all'alba di oggi, nonostante lo stop chiesto dalla della Corte di Strasburgo, lo sgombero del campo nomadi Camping River alle porte di Roma. Sul posto 150 agenti della polizia locale che dovrebbero completare le operazioni di sgombero entro la giornata di oggi.

Tutti dovranno lasciare l'insediamento entro questa sera, a meno di 24 ore dall'incontro tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha prontamente commentato l'avvio dello sgombero su Twitter:

Almeno 20 delle persone residenti nel Camping avrebbero accettato l'offerta di accoglienza presso le strutture messe in piedi dai servizi sociali di Roma Capitale, oltre alle 14 persone che avevano aderito al programma del Comune che li ha riportati in Romania.

Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 luglio, ha prontamente tuonato contro la mossa del Comune di Roma:

Ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione del governo italiano di fronte alla Corte per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Un precedente unico e gravissimo. È totalmente infondata la notizia secondo cui ‘la sospensiva della Corte europea dei diritti dell’uomo, che scadrebbe domani, sarebbe stata sbloccata per via di un’emergenza igienico-sanitaria. Siamo in contatto con la Corte di Strasburgo e ci hanno confermato che non c’è stata alcuna retromarcia.

Roma: Corte europea blocca sgombero del campo nomadi

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La Corte Europea per i diritti dell'uomo contro lo sgombero di un campo nomadi a Roma. I giudici di Strasburgo hanno sospeso lo sgombero di Camping River fino al 27 luglio 2018 in assenza di rassicurazioni su soluzioni alternative di alloggio per gli abitanti del campo in via di smantellamento.

L'amministrazione capitolina sta fornendo in queste ore documenti in cui, spiegano dal Campidoglio, sono elencate "le numerose e reiterate offerte alloggiative, di inclusione abitativa e lavorativa fatte a tutti gli abitanti del campo nomadi Camping River".

Il Comune di Roma parla di offerte avanzate "da oltre un anno" dall'amministrazione ai residenti del Camping River "dal sostegno alla ricerca di una casa e di un lavoro ai rientri volontari assistiti. La possibilità di accedere a queste misure è stata estesa in via straordinaria fino al 30 settembre, cioè anche successivamente alla data di scadenza dell'ordinanza" del sindaco Virginia Raggi (la n. 122 del 13 luglio 2018) firmata "con l'obiettivo di assicurare una costante tutela dei diritti umani".

La decisione della Corte Europea arriva dopo il ricorso di tre abitanti del campo sostenuti dall'Associazione 21 Luglio che si è fatta loro portavoce. Lo sgombero "era previsto per oggi, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell'ordinanza firmata dalla sindaca Raggi". Ma "dal 21 luglio era già iniziata la distruzione di 50 moduli abitativi di proprietà del Comune. Una soluzione lesiva dei diritti degli abitanti, che però non si sono allontanati dal campo" ha detto il presidente dell'associazione Carlo Stasolla.

A Camping River vivono 300 persone "esclusivamente rom, segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati" secondo la 21 Luglio che "accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l'importanza per una profonda revisione del 'Piano rom' e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell'insediamento".

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