Toninelli "dimette" Cda Ferrovie: l'Ad Mazzoncini lascia in polemica

L'amministratore delegato di FS se ne va rivendicando però i risultati della sua gestione

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Renato Mazzoncini lascia l'incarico di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato dopo "meno di tre anni a seguito della decisione del nuovo governo di applicare lo spoil system" spiega con una lettera ai dipendenti il manager.

Mazzoncini reagisce così alla scelta del governo di "licenziare" tutto il Consiglio di amministrazione (Cda) di FS non senza rivendicare però gli obiettivi raggiunti sotto la sua gestione:

"In questo triennio FS crescendo al ritmo del 18% annuo ha chiuso i migliori bilanci di sempre con un utile medio di 645 Ml€, cresciuto del 60% rispetto al triennio precedente. Contemporaneamente ha portato gli investimenti dai 4 Mld€ medi del triennio precedente a 6 nel 2017 e a 8 nel 2018 con l'arrivo di Anas. Vale oggi il 2% del PIL del Paese e occupa 81.000 persone dirette e 240.000 con l'indotto. E soprattutto tra il 2014 e il 2018 il numero di passeggeri sui treni è cresciuto del 25%, vero obiettivo del nostro lavoro".

In un comunicato diffuso dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sulla decadenza dell'intero Cda di Ferrovie si spiega che il provvedimento:

"deriva dalla mancata osservanza di una precisa clausola etica dello statuto in relazione alla posizione dell'amministatore delegato".

La nota fa riferimento al fatto che Mazzoncini è stato rinviato a giudizio per l'accusa di truffa nell'ambito del procedimento Umbria Mobilità.

Toninelli soddisfatto, critiche dall'opposizione

Il ministro dei Trasporti afferma:

"Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale, soprattutto se al servizio dei cittadini, che non abbia un risvolto etico".

I parlamentari M5s in commissione Trasporti alla Camera aggiungono che

"Lo statuto avrebbe previsto l'automatica decadenza dopo il rinvio a giudizio per truffa dell'a.d. Mazzoncini e il Cda non ha voluto ottemperare a questa regola etica".

Il Pd però va all'attacco:

"E' una spartizione selvaggia che fa impallidire quelle della Prima Repubblica"

ha detto capogruppo dem al Senato Marcucci.

FS, via Mazzoncini: il totonomine

Tra i nomi che si fanno per prendere il posto dell'ex amministratore delegato di FS quelli di Massimo Sarmi (ex Ad di Poste Italiane) e di Giuseppe Bonomi (ex Ceo di Sea) sarebbero in pole position, ma per il totonomine si fa anche il nome di un interno, l'attuale amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile.

La fusione Anas-Ferrovie

Sullo sfondo, ma molto ingombrante, la fusione tra Anas e FS sancita dal board a inizio 2018 ma che vede fortemente contrari i due partiti di maggioranza, Lega e Movimento 5 stelle. Il nuovo gruppo Fs-Anas, con un previsto fatturato di 11,2 miliardi di euro, puntava a risparmi complessivi per 800 milioni.

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