Crepe nel governo sulla Tav, Salvini: "bisogna andare avanti"

Scontro M5s-Lega sull'Alta velocità Torino-Lione. Conte: "nessuna decisone è stata presa". Martina (Pd): "blocco Tav costerà 2 mld, 4mila posti a rischio"

Giuseppe Conte con Salvini e Di Maio

20.00 - Le discussioni attualmente in corso in Italia sul possibile stop dei lavori della Tav Torino-Lione non sono passati inosservate in Europa e oggi, attraverso il portavoce della Commissione Europea che si occupa dell'ambiente e dei trasporti, è arrivato il primo monito.

Enrico Brivio, infatti, ha spiegato che la TAV è "un progetto importante non solo per la Francia e per l’Italia ma per tutta l’Europa, ed è importante che tutte le parti mantengano gli impegni per completarla in tempo". Parole, queste, che rischiano di aggiungere ulteriore tensione in un governo già spaccato su questo tema.

27 luglio 2018 - Crepe nella maggioranza di governo sulla Tav. Il Movimento 5 Stelle vuole bloccare i lavori - il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha parlato di ridiscussione generale del progetto ("nessuno deve azzardarsi a firmare nulla per l’avanzamento dell’opera") - ma la Lega è di parere contrario.

"Dal mio punto di vista sulla Tav occorre andare avanti, non tornare indietro" dice stamattina il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Radio 24. "C'è da fare l'analisi costi-benefici: l'opera serve o no, costa di più bloccarla o proseguirà?" aggiunge il titolare del Viminale e vicepremier.

Di "deriva anti-piemontese, contraria agli interessi del Nord-Ovest e dell'intero Paese" parla invece il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che aggiunge: "Convocherò entro settembre un incontro di tutte le rappresentanze economiche, sociali, istituzionali e politiche per far risuonare chiare e forti voci della società piemontese a favore dell'opera. È indispensabile un moto d'orgoglio che impedisca che la nostra regione venga messa ai margini".

E se il premier Giuseppe Conte sarebbe più in linea con il Movimento 5 Stelle, quindi per il blocco dell'Alta velocità sulla Torino-Lione, da Palazzo Chigi si fa comunque presente che il dossier Tav non è ancora giunto sul tavolo del presidente del Consiglio. C'è un'istruttoria in corso sui costi-benefici, quindi niente è stato già deciso, in un senso o nell'altro.

Intanto dal Pd il segretario Maurizio martina attacca sui costi economici e sociali derivanti della rinuncia alla Tav: "2 miliardi di euro di penali, il blocco di finanziamenti Ue, 4 mila posti di lavoro a rischio. La follia del governo di bloccare la Torino-Lione la pagherà un paese intero".

Secondo il M5s invece il blocco dei lavori della Tav costerebbe "solo" 800 milioni (ma la controparte francese potrebbe chiedere un risarcimento a parte). Di certo il vice premier Luigi Di Maio sa che la strategia attendista del Movimento su temi come l'Alta velocità e l'Ilva può costare parecchio in termini di consensi al suo partito, come confermerebbero gli ultimi sondaggi commissionati dal MoVimento.

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