Nomine Rai, Pd: "Lottizzazione selvaggia e scelte contro la legge"

Anzaldi: "Spartizione senza precedenti. Militarizzano la Rai". Gentiloni: "Usciremo dall'Eurovisione?".

Pd critica nomine Rai Ad e Presidente

Non hanno tardato ad arrivare le reazioni da parte dei principali esponenti del Pd alle nomine dei nuovi dirigenti Rai da parte del Governo Conte, che oggi ha accolto la proposta del ministro dell'Economia Giovanni Tria di scegliere come Amministratore delegato Fabrizio Salini e come Presidente Marcello Foa. È chiaro che, più che di Tria, l'indicazione è dei vicepremier, il leghista Matteo Salvini e il penta stellato Luigi Di Maio. Proprio quest'ultimo ha dato la notizia ai giornalisti prima ancora che uscisse la nota ufficiale del ministero del Tesoro.

L'ex Premier Paolo Gentiloni, che è anche colui che attualmente gode di maggior consenso nel Pd, ha commentato su Twitter con una battuta:

"Un sovranista indicato per la presidenza Rai. Usciremo dall'Eurovisione?"

Più battagliero invece il deputato Michele Anzaldi, che su Facebook a caldo ha scritto:

"Nessuna nomina di garanzia: Salvini e Di Maio vanno contro la legge e militarizzano la Rai con una spartizione senza precedenti. Tria e Conte non pervenuti.
Il Pd voterà contro e farà battaglia dura con tutti i mezzi disponibili per difendere l’indipendenza dell’informazione.
Foa è un fedelissimo di Salvini mentre Salini è stato l'ad de La7 nel momento in cui la tv di Cairo si è trasformata in un lungo talk show filo M5s contro Renzi e il Pd.
Vogliono asservire il servizio pubblico alla loro lottizzazione selvaggia"

Poi ha sottolineato come in particolare l'indicazione di Foa sia contro la legge, perché è ad e direttore generale di un gruppo editoriale svizzero che è concorrente della Rai sul mercato estero e anche in alcune regioni:

"L’indicazione di Marcello Foa nel Cda Rai è vietata dalla legge per incompatibilità.
Agcom, Anac e Corte dei Conti accendano un faro sulla vicenda e verifichino, prima che arrivino i ricorsi al Tar.
Nella foga spartitoria e lottizzatoria di Salvini e Di Maio, il Governo ha scelto un profilo che viola la legge non soltanto perché non è in alcun modo un presidente di garanzia, ma anche perché non ha i requisiti previsti dalle norme.
La legge di riforma all'articolo 2 comma 4 bis dice che i consiglieri non possono essere scelti tra chi ha "titolarità di cariche in società concorrenti".
Foa dal 2012, e ancora oggi come è riportato sul sito ufficiale dell'azienda, risulta essere amministratore delegato e direttore generale del gruppo editoriale svizzero MediaTi holding sa e della Società editrice Corriere del Ticino, gruppo cui fanno capo la prima TV privata svizzera, Teleticino, la radio privata più ascoltata, Radio 3i, e due siti di informazione.
Il gruppo è quindi evidentemente un gruppo concorrente alla RAI sui mercati esteri ma anche in quelle regioni italiane di confine (Lombardia in testa) dove le trasmissioni vengono ricevute.
La nomina di Foa appare non avere i requisiti per passare il vaglio delle autorità di vigilanza e della giustizia amministrativa"

È facile immaginare che Foa si dimetterà dal precedente incarico.

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