Nomine Rai: Renzi "Foa amico sovranista di Salvini". Di Maio lo difende. Anche Forza Italia verso il no

Il vicepremier "Marcello Foa è un giornalista con la schiena dritta, di cosa parliamo?". Per le opposizioni non è una figura super partes

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Sulle nomine Rai, Luigi Di Maio replica al fuoco di fila delle opposizioni. Ieri il via libera del governo sui nomi del nuovo presidente e del nuovo amministratore delegato di Viale Mazzini, rispettivamente il giornalista e scrittore Marcello Foa, già ai vertici della holding Timedia, e il manager televisivo Fabrizio Salini.

Le critiche delle opposizioni si sono appuntate su Marcello Foa soprattutto per le sue posizioni anti Mattarella ai tempi della travagliata nascita del governo gialloverde:

Secondo Mattarella Lega e M5S non possono governare perché le loro idee su Unione europea, trattati europei, parametri di Maastricht sono inammissibili. E allora sia chiaro fino in fondo: abbia coraggio di mettere fuorilegge i due partiti, li estrometta dal Parlamento. E proclami la dittatura

ebbe a dire il presidente in pectore della Rai.

Per le opposizioni Foa, considerato molto vicino a Salvini e che ha ricoperto anche la carica di direttore de IlGiornale.it, non potrà svolgere quel ruolo di garanzia per cui è stato proposto dal ministero dell’Economia.

Il vicepremier Di Maio oggi lo difende a spada tratta con un post su Facebook:

Marcello Foa è un giornalista con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale e dimostrando totale indipendenza. Eppure oggi Pd e Forza Italia lo accusano di sovranismo. Ma di che parliamo? Quelli del Pd poi sono gli stessi che avevano messo a capo della Rai una del Bilderberg: Monica Maggioni, che è attualmente presidente della Trilateral italiana. E ora vogliono opporsi a un giornalista totalmente libero che è pronto a fare gli interessi esclusivi della Rai e degli italiani? Sarebbe clamoroso. #FoaPresidenteRai!

Il voto in Commissione Vigilanza

Appuntamento all’1 agosto, quando in Vigilanza Rai andranno ratificate le nomine: dopo Pd e LeU anche Forza Italia è orientata a votare no.

Trattandosi di individuare e proporre una figura di garanzia era necessaria una verifica preliminare. Noi voteremo no. A Foa chiediamo di dimostrare che è super partes, cioè un presidente di garanzia

ha detto nel pomeriggio a Tgcom24 Giorgio Mulé portavoce "azzurro" di Camera e Senato che pur contestando il metodo sembra però lasciare uno spiraglio aperto. Più duro sulla nomina di Foa era stato l’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi:

Amico sovranista di Salvini, offende su Facebook il presidente Mattarella come un troll di bassa lega. Non c'è che dire, il cambiamento, in peggio, è servito. Noi voteremo no.

Senza possibilità di ripensamenti.

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