Di Maio: "Tav è nel contratto di governo, referendum sull'euro no"

luigi di maio

Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dell’Interno, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Il leader del Movimento 5 Stelle ha toccato diversi argomenti dell’attualità politica, a partire dalla TAV, che nei giorni scorsi ha suscitato numerose critiche nei confronti del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Da sempre contrari alla Torino-Lione, possibile che i penta stellati abbiano cambiato idea? Di Maio prova a fare chiarezza:

"La Tav è nel contratto di governo - spiega parlando al quotidiano milanese - e c'è scritto che va ridiscussa e il ministro Toninelli a breve incontrerà il suo omologo francese proprio per ripensare un progetto ideato 30 anni fa e non ci sono penali in caso di revisione. Mentre sul Tap, bisogna ascoltare le comunità".

Uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, continua ad insistere sul referendum sull’euro, ma in questo caso il vicepremier non ha dubbi: "È una nostra sensibilità, ma non è nel contratto: questo governo non lo porterà avanti". Insomma, le linee guida del governo gialloverde rimangono quelle del contratto stipulato da M5S e Lega, ragion per cui ogni altro discorso non sarebbe da prendere in considerazione. Avanti tutta su reddito di cittadinanza e flat tax, dunque, con la benedizione del Ministro dell’Economia, quel Tria che alcuni darebbero già in rotta con la linea del governo Conte:

"Ancora dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio. Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax insieme alla abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare il prima possibile. Anzi, subito. Tria? Non vedo incomprensioni con il ministro: c'è un contratto di governo - insiste Di Maio - ed è quello che dobbiamo seguire".

Di Maio: "Fake news sul dl dignità"

Tra i provvedimenti che stanno generando più polemiche proprio nei confronti del ministro Di Maio, c’è il decreto dignità: Renzi lo ha ribattezzato “decreto disoccupazione” e chi come la Camusso lo definisce molto più banalmente “decreto Di Maio”. Il vicepremier si difende parlando di campagna basata su bufale e non esclude che alla fine per l’approvazione venga posta la fiducia:

"Imprese preoccupate dal dl dignità? Le imprese sono spaventate da una campagna di fake news. A loro voglio dire di aspettare il testo finale prima di giudicare. Stiamo inserendo incentivi per assumere a tempo indeterminato gli over 35, una norma che dà la possibilità di rinnovo. Metteremo la fiducia? Abbiamo favorito il dibattito in Commissione e se lo spirito rimarrà questo, quello di un dibattito franco senza ostruzionismo tra visioni opposte, non vedo perché mettere la fiducia. Certo - conclude - , se poi spuntano 2000 emendamenti voluti dalle lobby del gioco d'azzardo, cambia tutto. Ma non credo".

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