Ilva, sindaco di Taranto diserta tavolo e attacca Di Maio: “dilettantismo spaccone”

Il primo cittadino del capoluogo pugliese: "il tavolo del governo è una sceneggiata". Critici anche i sindacati

Luigi Di Maio

19.00 - La dura critica del sindaco di Taranto a Luigi Di Maio, in vista del tavolo di domani sulla questione Ilva, non è passata inosservata e il Ministro del Lavoro ha deciso di rispondere a mezzo stampa, precisando che nessuno è obbligato a partecipare - "Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze" - e spiegando che si è deciso di convocare quel tavolo "perché ArcelorMittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte":

Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati.

Il sindaco di Taranto, però, non sarà tra le persone presenti.

16.20 - Sul futuro dell’Ilva il sindaco di Taranto attacca il ministro Luigi di Maio e anche da Arcelor Mittal, il gigante indiano che ha rilevato il polo siderurgico, arrivano critiche alla gestione del dossier.

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha fatto sapere che non parteciperà al tavolo sull’Ilva convocato per domani da Di Maio presso il Ministero dello Sviluppo economico.

Dice il primo cittadino del capoluogo pugliese:

Il ministro ha scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo. (…) L’Azienda e i Commissari sanno dove trovare il Sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento. L'Amministrazione del Civico Ente non si presterà a questo dilettantismo spaccone, che il Ministro Di Maio ci spaccerà sicuramente per trasparenza e democrazia, ma in realtà è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio. La risposta del Ministro Di Maio alle preoccupazioni e sollecitazioni delle Istituzioni locali è giunta inequivocabile. Poco dopo le 21:30 di sabato l'invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell'ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni (...)

Allargamento del tavolo criticato anche da Arcelor Mittal, il primo socio della cordata che con il gruppo Marcegaglia ha rilevato la società. In una nota Arcelor Mittal spiega che

:

In merito alla comunicazione con cui ieri il Ministero ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa. Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d'interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo, sarebbe utile avere al tavolo anche il Ministero dell'ambiente ed i tecnici del Governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro.

Del rischio di una inutile “passerella” parla il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli che all’AdnKronos spiega:

quello di domani mi sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c'è stata che un confronto vero mentre io mi auguro che il ministro Di Maio capisca che il confronto è una cosa seria e non un riempitivo tra una cosa e l’altra.

“Chiarezza sul percorso” da compiere in chiave industriale e occupazionale è richiesta infine anche dalla segretaria della Fiom Francesca Re David.

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