Ilva, vertice con 62 delegazioni. Di Maio: "Proposta Arcelor Mittal insoddisfacente"

Il ministro dello Sviluppo Economico bacchetta il precedente governo Pd.

Di Maio Ilva

Aggiornamento ore 12:26 - Si è appena conclusa la conferenza stampa del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, presso il suo dicastero si è svolto questa mattina il vertice sull'Ilva al quale hanno partecipato ben 62 delegazioni per confrontarsi con gli aspiranti acquirenti dell'Arcelor Mittal. Il vicepremier ha detto che oggi si è parlato soprattutto del piano ambientale, anticipando alcune date intermedie per il raggiungimento degli obiettivi, e si è accennato a quello occupazionale che sarà però approfondito nei prossimi giorni tra azienda e sindacati. Di Maio ha detto che per ora la proposta di Arcelor Mittal è insoddisfacente, ma più che all'azienda dà la colpa al precedente governo e a come ha gestito la crisi aziendale e la gara.

"Stiamo affrontando il problema Ilva nel solco del governo precedente che assegnava il 50% del punteggio della gara all'aspetto economico e l'altro 50% diviso tra aspetto ambientale e occupazionale"

Per quanto riguarda l'assenza dei sindaci dei comuni della zona interessata, incluso quello di Taranto, Di Maio ha detto che hanno perso un'occasione per confrontarsi con Arcelor Mittal e ha detto che non accetta che qualcuno "gli faccia la morale".

Vertice Ilva al Mise con 62 delegazioni

È cominciata alle ore 10 la "mega riunione" sull'Ilva al Ministero dello Sviluppo Economico. Il ministro Luigi Di Maio ha convocato ben 62 delegazioni, ma in molti hanno disertato, in particolare i sindaci dei comuni della zona interessata, capeggiati proprio dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Anche il Presidente della Provincia Martino Tamburrano ha deciso di non presentarsi. Gli assenti hanno giudicato un tavolo con così tanti invitati una "farsa", ma anche alcuni di coloro che si sono presentati hanno ritenuto la riunione troppo affollata per poter giungere a un accordo.

Ieri sera Di Maio ha spiegato così la sua decisione di invitare così tante delegazioni:

"Il tavolo sull’Ilva di domani è stato convocato perché Arcelor Mittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati. Il tavolo non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità. Tutto deve essere trasparente perché tutti devono prendersi le responsabilità di ciò che propongono. Stiamo parlando del futuro di migliaia di cittadini e lavoratori, chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da Ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze. È finita l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione. Il nostro metodo è un altro. Fa rima con partecipazione e trasparenza. Gli altri metodi, sbagliati, e i vecchi schemi mentali ci hanno portato dove siamo oggi e non ripeteremo gli errori di chi ci ha preceduto"

Da una parte l'atteggiamento di Di Maio è stato definito un "dilettantismo prepotente", dall'altra questo suo modo di affrontare la questione è sembrata una strategia. Nonostante abbia scritto che gli aspiranti acquirenti hanno chiesto di poter illustrare le proprie proposte a tutti gli stakeholder coinvolti, la stessa Arcelor Mittal, in realtà, si è detta "stupita" di un così alto numero di partecipanti al vertice.

In particolare, la Arcelor Mittal ha inviato una lettera a Di Maio dicendo di non essere stata informata dell'allargamento a tanti soggetti, ma ha sottolineato l'apertura al dialogo e la necessità di un percorso condiviso, poi ha anche evidenziato che all'incontro sia importante la partecipazione del ministero dell'Ambiente e dei tecnici del Mise che si sono occupati della controproposta.

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è tra coloro che hanno accettato l'invito e ha detto che, nel caso in cui il Governo ci ripensasse, la Puglia potrebbe presentare delle alternative economiche per Taranto e non esclude la chiusura dell'Ilva. Il sindaco Melucci, invece, esclude la chiusura dell'acciaieria, mentre ritiene indispensabile la bonifica ambientale, il rilancio dell'industria e la tutela dei lavoratori.

Foto © Facebook Luigi Di Maio

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