Migranti: "Nave italiana ha soccorso e riportato in Libia 108 persone"

L'Italia avrebbe violato il principio di non-refoulement stabilito dalla Convenzione di Ginevra

GENOA, ITALY - MAY 30: Politician Matteo Salvini during the 'Partita Del Cuore' Charity Match at Stadio Luigi Ferraris on May 30, 2018 in Genoa, Italy.  (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Aggiornamento 17.30 - Alle precisazioni del Ministro dell'Interno, che ha negato ogni coinvolgimento della Guardia Costiera italiana, hanno fatto seguito oggi pomeriggio le parole della società Augusta offshore, armatrice della nave Asso Ventotto che ha riportato in Libia 108 persone salvate nel Mar Mediterraneo.

Le operazioni di soccorso sono iniziate alle 16.30 del 30 luglio, circa 90 minuti dopo la richiesta di aiuto, mentre la Asso Ventotto si trovava a 57 miglia marine da Tripoli:

Alle 15 Asso Ventotto riceve istruzioni dal Marine Dept. di Sabratah di procedere in direzione di un gommone avvistato a circa 1.5 miglia sud est dalla piattaforma, dopo aver imbarcato Rappresentanti dell’Authority libica sulla piattaforma stessa. Ore 15.30: Asso Ventotto avvicina il gommone e riceve istruzioni dal rappresentante dell’Authority libica a bordo di recuperare i migranti e di procedere verso Tripoli.

La società ha confermato che la Guardia Costiera italiana non è stata coinvolta in alcun modo e che ha scortare la nave a Tripoli è stata una motovedetta della Libia. Nessun problema neanche tra i migranti che si sono visti riportare a Tripoli dopo aver tentato di attraversare il Mediterraneo:

Non si sono verificati incidenti o proteste da parte dei migranti salvati, anche quando sono stati trasbordati sul battello della Coast Guard libica all’interno del porto di Tripoli.

Aggiornamento - Salvini ha commentato attraverso Facebook la vicenda ed ha negato il coinvolgimento della Guardia Costiera Italiana nelle operazioni di soccorso delle 108 persone a bordo di un gommone. Secondo Salvini si tratterebbe di una "falsità di una Ong straniera" riportata "da un parlamentare di sinistra male informato". La versione fornita da Salvini verrà ovviamente verificata, perché c'è un fatto indiscutibile: la Nave Asso Ventotto ha attraccato nel porto di Tripoli.

Questo il post di Salvini:

La Guardia Costiera Libica nelle ultime ore ha salvato e riportato a terra 611 immigrati.
Le ONG protestano e gli scafisti perdono i loro affari? Bene, noi andiamo avanti così!
P.s. La Guardia Costiera Italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato

La Guardia Costiera Libica nelle ultime ore ha salvato e riportato a terra 611 immigrati.
Le ONG protestano e gli...

Pubblicato da Matteo Salvini su Lunedì 30 luglio 2018

Nicola Fratoianni

Una nave battente bandiera italiana avrebbe soccorso e riportato in Libia 108 persone. È questa la denuncia di Nicola Fratoianni, deputato di LeU, appena tornato in Italia dopo un periodo di volontariato a bordo della nave Open Arms. Fratoianni ha riportato la notizia con un post su Facebook:

"Abbiamo appreso che uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana con 108 persone a bordo è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli. Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l’Italia ed il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale. Il diritto internazionale prevede che le persone salvate in mare debbano essere portate in un porto sicuro e quelli libici, nonostante la mistificazione della realtà del Governo Italiano, non possono essere considerati tali".

La Nave Asso Ventotto è un'imbarcazione di supporto ad una piattaforma petrolifera e secondo il racconto di Fratoianni avrebbe soccorso 108 persone a bordo di un gommone in acque Sar (di competenza libica), per poi far rotta verso Tripoli. La Asso 28 avrebbe chiesto istruzioni alle autorità italiane, che l'avrebbero invitata a coordinarsi con la Guardia Costiera libica.

Nave Asso Ventotto

La vicenda non è stata ancora confermata nei dettagli, ma il racconto di Fratoianni trova conferme nella rotta seguita dalla Asso 28. Si tratterebbe di un grave precedente, in violazione degli accordi internazionali. La Convenzione di Ginevra stabilisce infatti il principio di non-refoulement, ovvero il principio di "non respingimento". L'art. 33 della Convenzione stabilisce che a nessun rifugiato può essere impedito l'ingresso in un Paese sicuro; il rifugiato non può essere espulso o trasferito in territori in cui "la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche".

Non si conosce ancora lo status delle 108 persone soccorse, ma questo non fa alcuna differenza. La giurisprudenza della Cedu ha già sancito che il principio di non-refoulement si applica anche quando la richiesta di asilo non è stata ancora formalizzata. In buona sostanza: non si possono respingere persone che potrebbero aver diritto a richiedere lo status di rifugiato.

L'Italia è stata già condannata all'unanimità nel 2012 dalla Cedu proprio per una vicenda simile: il caso Hirsi Jamaa e altri. Il 6 maggio 2009, 200 persone vennero intercettate in acqua internazionali, nell'area Sar maltese, a bordo di 3 imbarcazioni. Vennero trasferite a bordo di navi italiane e, sulla base di accordi bilaterali fra Italia e Libia, vennero riportate in Libia da dove erano partite. A bordo c'erano 24 tra somali ed eritrei, che avrebbero avuto il diritto a vedersi riconosciuto lo status di rifugiato. Questi fecero ricorso ed ottennero un risarcimento di 15mila euro a testa (più le spese).

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