Vaticano, l'ex nunzio negli USA: "Papa Francesco sapeva degli abusi, si deve dimettere"

"Papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro".

Papa Francesco

Papa Francesco, in viaggio apostolico in Irlanda, ieri ha incontrato privatamente otto vittime di preti pedofili e si è scusato per loro a nome di tutta la Chiesa Cattolica, parlando senza mezzi termini di "fallimento delle autorità ecclesiastiche - vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri - nell'affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti".

Questo fallimento, ha precisato il Santo Padre, "ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica. Io stesso condivido questi sentimenti. Nella Lettera al Popolo di Dio ho scritto che la Chiesa deve eliminare questo flagello ad ogni costo".

Oggi, però, a poche ore da quelle importanti dichiarazioni, qualcuno ha chiesto le dimissioni di Papa Francesco. Il motivo? Bergoglio era a conoscenza da anni dei crimini commessi dall'arcivescovo statunitense Theodore Edgar McCarrick, dimessosi poche settimane fa da ogni incarico. A lanciare la pesante accusa è stato l'ex nunzio apostolico negli USA Carlo Maria Viganò, che ha diffuso tramite il sito La Verità un documento di 11 pagine in cui denuncia che le autorità della Santa Sede sapevano almeno dal 2000 di cosa era accusato McCarrick.

Dal 2000, infatti, i nunzi apostolici che si sono succeduti negli Stati Uniti avevano trasmesso alla Santa Sede tutta la documentazione relativa alle accuse mosse nei confronti di McCarrick, che avrebbe abusato di diversi minori quando era un semplice sacerdote a New York. L'accusa di protezione del religioso non riguardano soltanto Papa Francesco, in carica dal 2013, ma anche Papa Giovanni Paolo II - che proprio nel 2000 nominò McCarrick cardinale a Washington - e l'allora Segretario di Stato Angelo Sodano:

McCarrick andava con molta frequenza a Roma e si era fatto amici dappertutto, a tutti i livelli della Curia.

I rapporti con le accuse nei confronti di McCarrick venivano inviati con regolarità in Vaticano, ma mai furono presi provvedimenti nei suoi confronti. Non solo. Nel 2013, quando Bergoglio era già Papa da qualche settimana, Viganò lo incontrò e gli fece un resoconto delle accuse mossa da decenni nei confronti di McCarrick. Anche in quel caso, però, Papa Francesco fece orecchie da mercante, secondo la denuncia di Viganò.

Qualcosa si è mosso soltanto quest'anno, quando ormai non era più possibile mettere tutto a tacere. Solo poche settimane fa, quindi, Papa Francesco ha preso provvedimenti e ordinato a McCarrick di rimanere in reclusione e in preghiera per il resto della sua vita, o almeno fino a quando non si concluderà il processo ecclesiastico a carico dell'88enne.

La richiesta di Viganò è semplice e diretta:

In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero, papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro.

Le dimissioni di Papa Francesco non arriveranno mai, ma è lecito aspettarsi quantomeno una replica ufficiale della Santa Sede alla denuncia di Carlo Maria Viganò.

Carlo Maria Viganò

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