Crollo ponte Morandi: nessuna manomissione nei video di Autostrade

E' quanto emerso dalle indagini della Squadra mobile di Genova

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Le riprese di Autostrade, che si interrompono proprio nel momento del crollo di Ponte Morandi, non sono state manomesse. È quanto emerge dalle indagini della Squadra mobile di Genova che ha analizzato approfonditamente i video: a causare quei pochi secondi di malfunzionamento sarebbe stato un problema alla centralina che alimentava l’impianto. Cadrebbe così una delle teorie “complottistiche” che circolano ormai da diverse settimane e che parlano di un’interruzione di registrazione da parte delle telecamere di Autostrade che sarebbe alquanto “sospetta”.

Secondo quanto è emerso dalle indagini fin qui condotte, invece, la mattina dello scorso 14 agosto, la centralina elettrica che alimentava le due telecamere installate sul ponte Morandi di Genova hanno avuto non una bensì più volte. In un primo momento, il salvavita è saltato per cali di tensione, poi è ripartito ed infine si è bloccato nuovamente intorno alle 11:30, pochi minuti prima del crollo per via della pioggia che si è abbattuta sulla stessa centralina con un carico d’acqua troppo elevato. La seconda telecamera, quella che era puntata sullo svincolo, si è invece girata verso il ponte solo quando il tecnico si è reso conto che c’erano veicoli che dopo aver frenato bruscamente tornavano indietro contromano. A quel punto, dunque, il crollo della struttura era già avvenuto.

Crollo ponte Morandi: esclusa l’ipotesi fulmine

Dopo i rilievi degli esperti, inoltre, viene esclusa categoricamente l’ipotesi del fulmine che avrebbe colpito uno degli stralli del ponte, provocandone la rottura. L’Arpal ha infatti concluso la mappatura delle saette che si sono abbattute quel giorno sulla zona e la più vicina sarebbe caduta ad oltre un chilometro dal ponte Morandi.

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