Di Maio: "Reddito di cittadinanza nel 2019 ma per i furbetti c'è il carcere"

Il vicepremier intervistato da Peter Gomez alla festa del Fatto Quotidiano

luigi di maio fatto quotidiano

17.00 - Il reddito di cittadinanza "partirà nel 2019" promette Luigi Di Maio dal palco della Festa del Fatto quotidiano. "Nella legge di bilancio dobbiamo mettere le coperture per aiutare almeno 5 milioni di persone". Di Maio precisa però che "non daremo soldi per stare sul divano alle persone. Chi lo riceverà si prende l’impegno di fare lavori di pubblica utilità e di formarsi per lavori che serviranno allo Stato". Se qualcuno farà il furbetto, cioè intascasse il reddito di cittadinanza senza averne diritto rischierebbe "fino a 6 anni di carcere".

Di Maio smentisce divisioni sull’introduzione del reddito di cittadinanza nel governo spiegando che insieme alla flat tax sono le due priorità dell’esecutivo contenute nel famoso contratto Lega-M5s. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo-Lavoro ha poi parlato del decreto anticorruzione, altro provvedimento fortemente voluto dal M5s che "conterrà norme che abbiamo aspettato per anni e che non sono state fatte perché la politica aveva paura che i carabinieri e la polizia li andassero a prendere. Dentro il documento ci sono tutte le nostre grandi battaglie come il daspo per i corrotti: se ti beccano, tu la pubblica amministrazione non la vedrai mai più".

Di Maio ha poi toccato altri due temi caldi, l’Ilva - il 15 settembre scade l’amministrazione straordinaria e i sindacati per l’11 hanno proclamato lo sciopero - e Autostrade. Sull’Ilva: "Abbiamo verificato che nella gara per la vendita dell’Ilva c’è stato un eccesso di potere che rende l’atto illegittimo. Ma, allo stesso tempo, l’atto non soddisfa tutti i requisiti per annullarlo. Ne serve uno che stiamo verificando. Intanto ci incontreremo con sindacati e il potenziale acquirente Arcelor Mittal in vista della scadenza del 15".

Su Autostrade, per il governo responsabili in toto del crollo del ponte Morandi di Genova, confermata la volontà di far entrare lo Stato: "Con la gestione pubblica delle autostrade abbasseremo i pedaggi. Chiederemo un pagamento congruo e con questo investiremo in manutenzione. Non vogliamo fare utili" ma su questo Di Maio dovrà fare i conti con l’opposizione dell’alleato di governo. La Lega ha già manifestato a più riprese la sua contrarietà e di nazionalizzazione Salvini e Giorgetti non vogliono proprio sentir parlare.

Di Maio: "Ascoltiamo gli italiani, non le agenzie di rating" [VIDEO1]

Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e vicepresidente del Consiglio, è stato ospite stamane alla festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta (Lucca). Intervistato da Peter Gomez, il leader del Movimento 5 Stelle ha ribadito quali saranno le linee guida della prossima legge di bilancio.

“Nella prossima legge di bilancio deve partire il reddito di cittadinanza per consentire almeno ai 5 milioni di italiani in povertà assoluta per riuscire a trovare un lavoro”.

Si torna a parlare inevitabilmente di spread, visti i rialzi degli ultimi giorni, ma Di Maio ribadisce che le linee guida dell’azione di governo non siano influenzate dalle agenzie di rating, ma dipendano esclusivamente dalle necessità degli italiani.

“Dobbiamo scegliere tra il giudizio di un’agenzia di rating o gli interessi dei cittadini. Non possiamo pensare di stare dietro ai giudizi di un’agenzia ma poi pugnalare alle spalle gli italiani. Per ascoltare quelle agenzie negli anni si sono fatti jobs act, legge Fornero e piaceri alle banche”.

Di Maio: "Reddito di cittadinanza? Serve rivoluzione nei controlli"

Insomma, una politica economica in totale discontinuità con i precedenti governi, ma il vicepremier vuole sottolineare come le misure che saranno adottate, come il reddito di cittadinanza, non sono volte a favorire i “furbetti”.

“Non daremo soldi per stare sul divano alle persone. Chi lo riceverà (il reddito di cittadinanza, ndr) si prende l’impegno di fare lavori di pubblica utilità e di formarsi per lavori che serviranno allo Stato”.

Nel caso qualcuno percepisse il reddito senza averne titolo, in seguito ai controlli rischierebbe fino a 6 anni di carcere, sottolinea ancora il vicepremier.

“Ci vuole una rivoluzione copernicana dei controlli, dobbiamo mirare al concreto, se è vero che il lavoro nero ci costa 20 miliardi all’anno allora va combattuto con strumenti che abbiamo già, ma che vanno utilizzati meglio. Se io ti do un reddito, tu ti prendi i tuoi pubblici impegni facendo lavori utili per il tuo comune e formandoti per i lavori che servono. Stiamo mappando tutte le figure professionali che mancano”.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO