Crollo ponte Genova: tutti i nomi di chi sapeva del pericolo

La lista depositata dalla Guardia di finanza

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Crollo ponte Genova: sono circa 30 le persone che conoscevano i pericoli e le criticità del viadotto crollato e ora i loro nomi sono sulla scrivania del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. Li ha depositati la Guardia di Finanza che avrebbe messo insieme alti dirigenti del ministero delle Infrastrutture e responsabili locali, ma anche gli amministratori di Autostrade, che hanno avuto “cognizione” di ciò che sarebbe potuto accadere senza la giusta manutenzione. Ciò che purtroppo poi è accaduto realmente il 14 agosto provocando 43 vittime e centinaia di sfollati.

In settimana, secondo quanto si legge su “Il Sole 24 Ore”, potrebbero arrivare già le prime iscrizioni alò registro degli indagati con le ipotesi di reato che vanno da omicidio plurimo colposo a disastro colposo, passando per attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Il procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio ed i sostituti Walter Cotugno e Massimo Terrile stanno cercando di districarsi tra le maglie del funzionamento della gestione autostradale italiana, una sorta di matassa con intrecci tra pubblico e privato. Il punto di partenza sarebbe il fatto che nessuno fosse a conoscenza dell’imminente crollo del ponte Morandi di Genova, ma che fossero necessari lavori di manutenzioni lo sapevano in tanti.

Crollo ponte Genova: i nomi di chi rischia grosso

Lo confermano diverse relazioni acquisite agli atti, ma prima che le accuse possano essere cristallizzate occorrerà attendere l’udienza di incidente probatorio, ma chi sono i personaggi inseriti nella lista della Guardia di Finanza? Stando alle prime indiscrezioni trapelate dalla Procura di Genova si tratterebbe di Vincenzo Cinelli, direttore generale della vigilanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Mauro Coletta, predecessore di Cinelli; Bruno Santoro e Giovanni Proietti, responsabili di divisione. Quanto ai vertici di Autostrade, rischiano di finire nell’inchiesta il presidente del Cda Fabio Cerchiai, l'ad Giovanni Castellucci, ma anche il direttore centrale operation Paolo Berti, e ancora il direttore del primo tronco di Genova, Stefano Merigliani, e il direttore di manutenzione degli interventi, Michele Donferri.

Sulla scrivania dei magistrati genovesi anche i nomi dei componenti di Spea, la società che si è occupata delle verifiche sul ponte Morandi: dall’ad Antonio Galatà al responsabile del progetto di restauro, Massimo Giacobbi, e il capo della sicurezza Massimo Bazzanelli. Presente anche i nomi di Roberto Ferrazza e Carmine Testa, rispettivamente Provveditore alle opere pubbliche e capo dell'ufficio ispettivo territoriale delle Infrastrutture.

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