Minniti: "Da Salvini comportamenti infantili"

"L’obiettivo dei nazional-populisti è mettere in crisi l’Europa"

"L’Italia ha riportato l’immigrazione nel cuore dell’Europa usandola come una bomba atomica. L’obiettivo dei nazional-populisti è mettere in crisi l’Europa, ma anziché servirsi dell’euro lo perseguono con l'immigrazione, che pur avendo la stessa forza divisiva non si misura con i mercati". È questa l'opinione di Marco Minniti sulla strategia scelta da Matteo Salvini per affrontare il problema dell'immigrazione.

Secondo l'ex Ministro dell'Interno il primo obiettivo di Salvini sarebbe quello di destabilizzare l'Unione Europea. A controprova l'avvicinamento cercato e trovato con il Premier ungherese Viktor Orban la cui posizione sull'immigrazione è inconciliabile con gli interessi italiani. I Paesi del Gruppo Visegrad (Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia) hanno sempre rifiutato la ridistribuzione degli immigrati, che invece Salvini chiede a gran voce agli altri partner europei.

Al tempo stesso i Paesi dell'est hanno beneficiato dell'accordo con Erdogan, pagato dall'UE per bloccare la rotta balcanica. Secondo Minniti (e non solo) considerare Orban un interlocutore sul tema dell'immigrazione è incomprensibile: "Se vuoi cambiare il trattato di Dublino non cerchi un’alleanza con i Paesi di Visegrad che sull’immigrazione hanno interessi opposti ai nostri. Per governare la transizione in Libia c’è bisogno della massima convergenza di tutti gli attori, compresi quelli regionali. Che contributo possono dare Paesi come l’Ungheria? Il blocco di Visegrad si è avvantaggiato della chiusura della rotta balcanica attraverso l’accordo con la Turchia, ora che è necessario spostare le risorse sull’Africa non è d’accordo e dal suo punto di vista è comprensibile. Ma cosa c’entra l’Italia? È un mero rapporto ideologico e neppure pagante perché l’internazionale nazional-populista è una contraddizione in termini, non ha ragione d’esistere se non per distruggere un ordine costituito".

Il giudizio complessivo di Minniti su Salvini è estremamente severo: "È chiaro che i comportamenti infantili del ministro dell’Interno Salvini, che va in Russia indossando la maglietta della Croazia per tifare contro la Francia, abbiano delle conseguenze".

C'è anche la situazione libica a preoccupare. Secondo Minniti questo Governo avrebbe compromesso il percorso fatto in precedenza: "Quanto sta avvenendo ci dice che c’è in corso una ridefinizione dei rapporti di forza a Tripoli. Ma ci dice anche che il processo di stabilizzazione si è arrestato. L’estate scorsa era iniziata male per l’Italia, con l’incontro di Saint-Cloud tra il premier libico Sarraj e il suo avversario Haftar che sembrava escluderci. Poi però al-Sarraj venne a Roma e chiese un accordo per la cooperazione con la guardia costiera libica, la conferenza del 28 agosto vide Italia, Francia, Spagna e Germania discutere di un’iniziativa comune per l’Africa, si trovò un punto di equilibrio tra il protagonismo francese e quello italiano, cooperare e competere. Sui flussi migratori l’Europa non aveva fatto fino in fondo il suo dovere ma l’Italia era riuscita a trasformare un tema divisivo in una questione di rapporti tra l’Europa e l’Africa superando l’impasse. Adesso è saltato tutto".

L'ex Ministro, in ogni caso, avverte la distanza tra gli italiani e il suo partito e per questo motivo ha invocato un congresso per riorganizzarlo: "Il Pd deve riconquistare la società prima di riconquistare il potere e per questo dobbiamo parlare alla paura e alla rabbia della gente. Gli altri lo fanno. La differenza è che laddove gli altri vogliono ancorare gli italiani alle loro paure noi dobbiamo aiutarli a superarle. Urge un congresso del Pd anche in vista delle elezioni europee che saranno le più importanti di sempre".

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