Tiziano Renzi e Laura Bovoli rinviati a giudizio per fatture false

Due le fatture finite nel mirino degli inquirenti

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Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell’ex presidente del Consiglio, Matteo, sono stati rinviati a giudizio dal Gip di Firenze, Silvia Romeo. Nei loro confronti l’accusa è di emissione di fatture false da parte di loro società. In particolare, nel mirino degli inquirenti sono finite due fatture, una da 20mila euro e l'altra da 140mila più Iva. Con loro, a processo anche l’imprenditore Luigi Dagostino: la prima udienza è prevista per il 4 marzo del 2019. Ieri, Matteo Renzi ha annunciato la volontà di non presentarsi alle prossime primarie del Partito Democratico in un'intervista rilasciata a Barbara Palombelli su Rete 4.

Al tempo in cui emersero le prime indiscrezioni sull’inchiesta, il papà di Renzi comprò una pagina sul Quotidiano Nazionale in cui chiedeva di essere processato nei tribunali e non sulle pagine dei giornali. "Stop allo stillicidio, chiedo di essere processato ovunque", le parole di Tiziano Renzi, che ora avrà diversi mesi a disposizione per impostare la strategia difensiva assieme ai propri avvocati. Federico Bagattini, legale della famiglia Renzi, si dice comunque fiducioso sull'esito del processo: "Era una decisione scontata - le parole riportate da Il Fatto Quotidiano - da quando abbiamo scelto di chiedere il processo nel marzo 2018. Vogliamo infatti difenderci in un processo vero e non nel tritacarne mediatico. Anche perché le fatture ci sono, sono state regolarmente pagate e il progetto per il quale Renzi ha lavorato è in corso di realizzazione: siamo dunque molto fiduciosi sul merito del procedimento".

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