"Irreperibili 50 migranti sbarcati dalla Diciotti". C'è da stupirsi?

Salvini: "erano così 'bisognosi' di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire!"

Almeno 50 dei migranti sbarcati dalla Nave Diciotti lo scorso 26 agosto hanno deciso di allontanarsi dai centri di accoglienza, rendendosi così irreperibili. Gran parte di loro erano finiti sotto l'egida della Conferenza Episcopale Italiana. A riferire la notizia sono state fonti del Viminale, che hanno puntualizzato che si tratta di un dato in aggiornamento. Tutti quelli che si sono allontanati sono maggiorenni: "6 di loro hanno fatto perdere le tracce il primo giorno di trasferimento, venerdì; 2 eritrei destinati alla diocesi di Firenze si sono dileguati il 2 settembre; per altri 19 è stato verificato l'allontanamento il 3 settembre; altri 13 infine si sono dileguati ieri. Erano destinati a varie diocesi". In un primo momento le persone che si erano allontanate risultavano essere 40, ma successivamente il dato è stato corretto in 50.

Quattro tra le persone sbarcate si sono "allontanate quando erano ancora a Messina. Sono in corso altre verifiche. Le persone che si sono allontanate si erano limitate a manifestare l'interesse per formalizzare la domanda d'asilo. Tutte erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo. Controlli anche sulla nazionalità di chi si è allontanato: almeno in 6 provengono dalle Isole Comore".

Salvini ha colto la palla al balzo per accendere ancora di più gli animi: "Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così 'bisognosi' di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati? È l'ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono 'scheletrini' che scappano dalla guerra e dalla fame. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi".

Anche i sottosegretari all'Interno Stefano Candiani e Nicola Molteni hanno commentato la notizia in modo polemico: "Erano così disperate che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È l’ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business".

Magari, si potrebbe aggiungere, che se qualcuno viene tenuto in modo coatto a bordo di una nave per 10 giorni, la metà dei quali trascorsi nel porto di Catania con la polizia in tenuta antisommossa davanti alla passerella, forse quel qualcuno tenderà a non fidarsi del "sistema dell'accoglienza" ed anche a temere per il proprio destino. Specialmente se quel qualcuno ha sempre vissuto in Paesi nei quali non esiste alcun tipo di diritto.

Chiariamoci: non si tratta certo di una novità. Molti si allontanano dai centri di accoglienza, rinunciando così alla cosiddetta "pacchia" e quindi ad usufruire "del business" dei "35 euro al giorno" etc; spesso hanno l'obiettivo di andare in altri Paesi o di raggiungere amici e familiari che si trovano già in Italia. Persone delle quali si fidano, che parlano la loro lingua e che possono offrigli la loro esperienza e la loro protezione in un Paese del quale non conoscono le dinamiche. Qualcuno, certamente, non sarà una brava persona e commetterà dei reati in futuro. Criminalizzare, però, l'allontanamento in quanto tale, come se fosse la dimostrazione di non si sa bene cosa, è semplicemente idiota.

Di sicuro il tipo di accoglienza che è stata riservata nello specifico a questi migranti, lasciati in attesa nonostante gli enormi disagi a bordo di una nave, con la terra ferma lì ad un passo, non è servita a creare un rapporto di fiducia con le istituzioni italiane e con il Paese intero. Probabilmente, anche io sarei scappato. E voi? Vi sareste fidati?

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