Crollo Ponte Morandi: i tecnici in chat "i tiranti non reggono"

I nomi saranno resi noti dopo la notifica degli avvisi di garanzia

12:45 - È lunga la lista delle persone facenti capo ad Autostrade che dovranno presentarsi davanti ai magistrati per l’incidente probatorio. Si tratta dell’amministratore delegato Giovanni Castellucci, del direttore operativo centrale Paolo Berti, quello delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli, e ancora del direttore del Primo Tronco, Stefano Marigliani, il responsabile del progetto di retrofitting, Paolo Strazzullo, l’ex direttore delle manutenzioni di autostrade Mario Bergamo, infine Fulvio Di Taddeo, Riccardo Rigacci e Massimo Meliani.

Per conto del ministero dei Trasporti, invece, ci sono Vincenzo Cinelli, direttore generale per la vigilanza, l’ex dg Mauro Coletta, e ancora i funzionari Giovanni Proietti e Bruno Santoro, il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa e il provveditore delle Opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta Roberto Ferrazza. Atteso per l’incidente probatorio anche Salvatore Bonaccorso, dirigente del provveditorato, e gli ingegneri della Spea Engineering che realizzò il progetto di rinforzo, Massimiliano Giacobbi, Massimo Bazzarelli, e Emanuele De Angelis. Bruno Santoro era stato inserito nella commissione voluta dal ministro Toninelli, ma a questo punto è assai probabile che sarà sostituito.

Dalle carte della Guardai Di Finanza, emergono intanto elementi che potrebbero essere fondamentali per l’accertamento delle responsabilità. Tra le altre cose, alcuni messaggi scambiati via chat tra i tecnici delegati alla sicurezza del ponte: “i tiranti non reggono”. E non è tutto, perché è stato accertato che alcuni lavori sul pilone 9 sono stati terminati proprio all’alba del 14 agosto, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli operai. Ieri è invece stato pubblicato in Rete un video che mostrerebbe un’evidente crepa nel pilone del ponte pochi minuti prima del suo crollo. Eccolo:

Crollo ponte Morandi | Gli indagati

La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati 20 persone per il crollo del Ponte Morandi avvenuto lo scorso 14 agosto, a causa del quale 43 persone hanno perso la vita e circa 600 sono state costrette ad abbandonare la propria casa. I nomi delle 20 persone coinvolte verranno resi noti solo dopo la notifica degli avvisi di garanzia agli stessi. Gli indagati sono tutti legati a vario titolo a Società autostrade, Provveditorato (alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d'Aosta), Spea (Gruppo Atlantia S.p.A.) e Direzione vigilanza del Ministero delle Infrastrutture.

Iscritte anche due società: Autostrade per l'Italia e Spea Engineering in base a quanto prescritto dal D.LGS. 231/01 che disciplina la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Tra i capi d'imputazione c'è l'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme anti-infortunistiche, l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e l'attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Le indagini sono state coordinate dai PM Massimo Terrile e Walter Cotugno, coadiuvati dal procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio e dal procuratore capo Francesco Cozzi.

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